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Il match di Coppa italia

Bari-Bitonto, Michele Mirabella: «Che sia una grande festa»

Bari-Bitonto, Michele Mirabella: «Che sia una grande festa»

«Quando ricapiterà di vedere una simile sfida in uno stadio meraviglioso come il San Nicola? Spero che si colga davvero la particolarità dell’evento»

26 Settembre 2018

Davide Lattanzi

Bitonto è la sua città natale, Bari quella che lo ha adottato e lanciato verso il grande successo. Michele Mirabella è il più insigne rappresentante del match in programma stasera al «San Nicola». Personaggio di straordinaria ecletticità, attore e regista teatrale, docente universitario, attore cinematografico, volto televisivo di rara continuità (tra i suoi programmi, il celeberrimo «Elisir» è andato in onda per 21 anni consecutivi dal 1996 al 2017 su Rai 3 che ora lo vede protagonista di «Tutta salute»), Mirabella non ha mai mancato di rendere onore alle sue origini. Non a caso, racconta così le emozioni che gli riserva il match odierno.
«Ad un evento così unico avrei davvero voluto partecipare in prima persona», afferma. «Quando ricapiterà di vedere una simile sfida in uno stadio meraviglioso come il San Nicola? Spero che si colga davvero la particolarità dell’evento, da vivere come una festa e da custodire poi come il più geloso dei ricordi».
Tutto verissimo. Se non fosse che l’incrocio nasce comunque da un “dramma” sportivo. «Si riferisce al crack del Bari? Anche a distanza me ne sono reso conto. La città vive da sempre un rapporto molto materno nei confronti della squadra di calcio. Immagino che l’improvvisa scomparsa avvenuta in estate sia ancora adesso un dramma difficile da sopportare. Non sono informato nei dettagli della vicenda, mi sembra di aver capito che il default sia stato determinato da una mala gestione. E allora dico che quando si vive una situazione di crisi, forse è meglio ripartire da zero. Si rinforza la dignità e nel tempo si apprezzano maggiormente i successi. Bari è una città metropolitana: risorgerà».
E per Bitonto che cosa può rappresentare una gara del genere?
«La possibilità di esibirsi in un “teatro” prestigioso, l’opportunità per tanta gente di vedere dal vivo un incontro che, nella storia della cittadina, resterà ben impresso. E poi è una parentesi che si può vivere in serenità: le due compagini in campionato sono inserite in gironi differenti, perciò possono entrambe nutrire ambizioni. Ripeto: mi sarebbe piaciuto esserci. Solo una volta sono andato al San Nicola, accadde al mondiale del 1990. In quell’occasione fui rapito dal folklore degli spettatori, ma in questa occasione avrei voluto davvero vedere l’effetto della mitica maglia neroverde in quel prato. Però, faccio una promessa: se le due formazioni si ritroveranno di fronte in serie C il prossimo anno non mancherò».
Che cosa rappresentano per lei Bitonto e Bari?
«Bitonto gli affetti più intimi, la famiglia, rapporti che ancora oggi sono capisaldi nella mia vita. Bari mi ha accolto con amore assolutamente ricambiato. È una tappa fissa del mio percorso professionale: presto presenterò il mio audio libro presso la libreria Laterza, non mancherò ad un paio di eventi universitari di grande respiro e soprattutto ad ottobre 2019 tornerò al teatro Petruzzelli in qualità di regista di Cavalleria Rusticana. Un appuntamento che aspetto con ansia».
Se la sente di sbilanciarsi in un pronostico per oggi?
«Proprio non potrei. Che vinca lo sport e spero la fratellanza tra le tifoserie. Però, mi informerò sull’esito del match, è sicuro».

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