Martedì 18 Dicembre 2018 | 21:50

Serie D

Il Bari e quel tridente fantasia
aspettando la ciliegina Brienza

Floriano-Simeri-Neglia, il talento al servizio della squadra

Bari, ecco come abbonarsi alla nuova stagione: curva nord a 90 euro

Floriano, Simeri e Neglia

BARI - Il Bari che sbatte i pugni sul tavolo è una carezza sul cuore di una città che non vedeva l’ora di emozionarsi ancora. I pugni sul tavolo, già. Non una semplice vittoria, pur importante e assolutamente di buon auspicio. Dalla Sicilia arrivano segnali forti. Una squadra competitiva che lavora per diventare la vera corazzata del torneo. Ecco, da questo punto di vista la partita di Messina ha raccontato di differenze gigantesche. Non si tratta di stabilire se il Bari sia la più forte del girone. L’impressione è che i biancorossi faranno corsa a sè.

Da Napoli a Bari, il filo dell’ambizione. L’input di Aurelio De Laurentiis è stato chiarissimo. Al suo uomo mercato, Cristiano Giuntoli, ha affidato un compito preciso: costruire una rosa così forte da non mettere in dubbio la promozione in serie C. Non proprio un’impresa facile. Tempi stretti e paletti vari. Ma lì, ai piedi del Vesuvio, c’è gente che del calcio sa praticamente tutto. Conoscenze, competenze, contatti. Ed eccola la squadra copertina. Il Bari che vuol vincere divertendosi e facendo sognare il proprio popolo.

Chiarissima la strategia tecnica. Una squadra votata all’attacco. Qualità massima là davanti. Gente che dà del «tu» al pallone, calciatori che hanno confidenza con il gol, interpreti di categoria superiore. Non tre titolari e poi alternative. Panchina lunghissima, la possibilità di cambiare senza che la competitività della squadra ne risenta. E Cornacchini, da uomo onesto qual è, lìha sottolineato con grande chiarezza.
Napoli e Bari, già. Livelli diversi, certo. Nessun paragono, solo timide similitudini. Veniamo al nocciolo, dunque. Stesso sistema di gioco (4-3-3), stesso tridente tutto fantasia e imprevedibilità. «Tagli», movimenti, quel fantastico modo di disorientare l’avversario negandogli punti di riferimento. Floriano, Neglia e Simeri come Callejon, Mertens e Insigne. «Filosofia» identica. Il talento al servizio della squadra. La qualità che diventa senso del collettivo. Giochi per te stesso, sì. Ma anche e soprattutto per i compagni. L’intesa naturale, i movimenti studiati e quel pizzico di sana follia che nel calcio spesso fa la differenza.
Roberto Floriano s’è messo subito sul ponte di comando. Suo il primo gol dell’era De Laurentiis. Suo anche il delizioso assist da cui è nato il 2-0 firmato Simeri. Esterno prepotente, passo da serie B, progressione spaventosa. S’è divertito, a Messina. Una «sgommata» dietro l’altra, con una facilità impressionante. Avversari saltati come birilli, la sensazione di un calciatore in grado di determinare i risultati spostando gli equilibri.

Sull’altra fascia, un altro spaccato della qualità barese. Samuele Neglia ha regalato spunti d’alta scuola, un paio di stop volanti avrebbero meritato ben altre platee. Attaccante di fascia, bravissimo nell’uno contro uno, capace di ribaltare l’azione con velocità e scatto. La sua abilità nell’uno contro uno tornerà utilissima quando il Bari dovrà fare i conti con avversari chiusi a doppia mandata. Come Floriano, un lusso per questo campionato.

Il bomber, infine. Simone Simeri, undici gol nello scorso torneo di C con la maglia della Juve Stabia. Centravanti completo, punta di movimento. Ha segnato un gol pazzesco ma la sua prestazione ha regalato tanti altri spunti positivi. S’è mosso tantissimo, per esempio. Cercando gli incroci con gli esterni, alternando la ricerca della profondità con movimenti finalizzati a favorire gli inserimenti dei centrocampisti. Simeri è bravo nel far salire la squadra, tiene palla bene nonostante non abbia un fisico da granatiere. Unisce qualità e quantità. S’è presentato benissimo. E i tifosi già lo amano.

Tutto qui? Sarebbe già tanta roba. Ma Cornacchini può dormire sonni tranquilli. Fuori, a Messina, c’era un certo Ciccio Brienza. Lui, in D, è «docente» in materie calcistiche. Chiamatelo il professore. Sta per tornare. E sarà uno spettacolo a tutto tondo.
Il «panzer» classico? C’è anche quello. Demiro Pozzebon è il classico cavallone da area di rigore. Insomma, Cornacchini ha il suo Milik. Centimetri e chili da sfruttare in certe partite e contro avversari chiusi a riccio. A Messina si è mosso bene. Il rigore realizzato e una traversa al suo attivo. Della stupida esultanza abbiamo già raccontato. Ha capito anche lui di aver sbagliato. E di grosso. Una grande squadra ha il dovere di essere tale anche nel fair-play.

La società nel frattempo ha fatto sapere che solo nella giornata di ieri è stata raggiunta la quota di 1500 abbonamenti venduti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400