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Buongusto

Vino da collezione? Primitivo, Nero di Troia e new marketing

Un calice di vino

Il 40% del fatturato di una casa vinicola si raggiunge nel periodo natalizio. Ma quelli sono i grandi numeri, invece noi sotto i riflettori vogliamo mettere le nicchie che fanno da apripista. Sono i pioneri - del calice - che hanno contribuito a far diventare la Puglia il simbolo di un vino made in Italy pregiato, da desiderare ad ogni costo.
Il primo a prendere il volo, al ritmo travolgente della pizzica, è stato il vino Negroamaro che ha viaggiato anche insieme al nome dell’omonimo gruppo pop rock famosissimo.
La scalata verso le vette dell’Olimpo è proseguita con il vino Primitivo di Manduria interpretato in tanti modi diversi quanti sono i produttori, anche piccolissimi, di una eccellenza oramai di fama planetaria.
Ora anche il vino Nero di Troia, anch’esso nobile vitigno per grandi rossi, sembra aver preso la rincorsa ed essere proiettato a superare il principale ostacolo: l’assaggio. Questo vino possente, ed al contempo elegante, sa porgersi in modo suadente e – quando ha sconfitto la corsa verso il calice dei più noti cugini pugliesi – conquista tutti. La svolta, per il vino Nero di Troia, potrebbe essere arrivata con l’arrivo nel Tacco d’Italia di un narratore che sta spingendo verso traguardi ambiziosi, innovativi, che spaziano ben oltre i confini nazionali e guardano ad un pubblico ampio. Il Wine Challenge di Barletta, appena concluso, è solo l’inizio di un nuovo percorso che attraverso la tecnologia e una app – come Stefano Remigi, creatore del format anticipa alla Gazzetta - porterà poi alla possibilità di acquisto con un click delle etichette preferite.
Tempo di marketing, mentre i classici marchi di Denominazione sembrano in calo. Non a caso i Poderi D’Agostino di Gravina, proprio con il vino Nero di Troia (da vigna singola) Murgia IGP 2014 - impreziosito da una bottiglia di vino da collezione – hanno vinto l’European Award per il packaging. Bottiglia placcata oro o argento, tappo fatto da ceramista gravinese, etichetta elettrostatica che si stacca facilmente. La produzione di solo 3000 bottiglie, per lo più già vendute ad almeno 50 euro cadauna, è stata proposta solo in negozi di arredamento e di alta moda, con tante richieste da Russia e Inghilterra.
Caccia al tesoro per il «Rodino» Salento IGP, vino Primitivo in purezza, che Conti Zecca a Leverano ha prodotto solamente in 400 bottiglie dopo ben 15 anni di lavoro iniziato in vigna con la selezione di vecchi ceppi ad alberello, reimpiantati. Un leggero appassimento su graticci, il bouquet arrotondato da circa un anno in barrique, la promessa di una grandiosa evoluzione in bottiglia, lo sguardo rivolto verso alta ristorazione ed enoteca, ad un costo di minimo 40 euro a bottiglia di vino in cantina.
Bisognerà attendere gennaio 2017 per la messa in vendita delle 9800 bottiglie di vino Divoto Riserva Speciale 2009, prodotto a Monteroni di Lecce da Apollonio con una resa di vecchi alberelli di soli 20 quintali per ettaro, con fermentazione iniziale in grandi tini di rovere di Slavonia. Ha poi riposato nel rovere francese più pregiato di Jupille prima di essere sottoposto a ulteriore affinamento in bottiglia per un anno, e dopo sette anni sarà venduto al costo di circa 40 euro a bottiglia nei calici di winelovers in 36 Paesi del mondo.
In alto i calici, Sua Maestà la qualità pugliese è di scena per festeggiare il Natale.

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