Sono anni che non mangio più un granchio, con quel sughetto saporito e le chele da succhiare. E’ tanto tempo che vedo solo granchi che non conosco, eppure ne ho pescati a chili da ragazzina. Il km zero non è certo la realtà per il nostro Mediterraneo, che abbiamo troppo sfruttato e merita riposo per ripopolarsi. Per non prendere, però, un granchio per la nostra salute ho deciso di porre il quesito a chi – in silenzio – ogni giorno vigila su ciò che portiamo a tavola. Perché, da golosa, comunque i granchi li vorrei gustare ancora: in tutta sicurezza.
Il pericolo, ricorrente visti i sequestri che si susseguono in tutta Italia, viene dal granchio cinese guantato (eriocheir sinensis) che deve il suo nome inglese alla sua più vistosa caratteristica morfologica: le evidenti sete brune che ricoprono le chele dalla punta bianca. “Questo crostaceo è nell’elenco delle specie invasive animali e vegetali esotiche la cui introduzione sul territorio italiano è vietata e punita come reato penale” - mi risponde Marilia Tantillo, docente di Sicurezza degli alimenti a Medicina ed anche a Veterinaria dell’Università di Bari.
Il problema è duplice. Si riproduce rapidissimamente e provoca notevoli danni all’ambiente poiché è aggressiva e vorace verso la maggior parte delle altre specie ittiche e particolarmente attiva nello scavare profonde tane sulle zone degli argini di canali e corsi d’acqua. E, se pure la nostra conoscenza non fosse attenta a ciò, ci sono i pericoli per la salute umana che il granchio cinese guantato presenta. “È considerato un bioaccumulatore di contaminanti organici e inorganici altamente tossici (metalli pesanti, PCB, diossine) presenti nei fiumi cinesi, habitat naturali del granchio” prosegue la prof.ssa Tantillo. Ma come arriva in Italia?
“I ristoranti etnici riescono a rifornirsi fraudolentemente del prodotto. Oppure, arriva involontariamente con le navi che attraversano i nostri mari trasportano il suo stadio larvale: poi che passa al ciclo adulto nei nostri fiumi”. Fin qui, la scienza e la legge. Che fare? Semplicemente, se costa troppo poco… attenzione a non prendere un “granchio”!
















