Sabato 15 Dicembre 2018 | 17:58

Eventi sul Garda e a Lecce

Italia in Rosa: i consorzi dei rosati fanno sul serio e si presentano uniti

Dopo la firma del patto di intenti, Chiaretto di Bardolino, Valtènesi Chiaretto, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte rosato e Salice Salentino pronti a promuovere insieme i rosati

BRINDISI - Coi vini da uve rosse vinificati in rosato

BRINDISI - Coi vini da uve rosse vinificati in rosato

A giugno l’Italia sarà decisamente rosè, perché i consorzi dei vini rosati del Belpaese hanno deciso di unire gli sforzi. Doppio appuntamento allora, con questi vini soavi e delicati che ben accompagnano a tutto pasto la convivialità della tavola. Il primo sarà quello con “Italia in Rosa” (1-3 giugno) a Moniga del Garda ed il secondo con “Rosèxpo” (23-24 giugno) a Lecce. In questo modo, diventa immediatamente operativa la partnership tra i Consorzi di tutela del Chiaretto di Bardolino, di Valtènesi Chiaretto, del Cerasuolo d’Abruzzo, di Castel del Monte rosato e del Salice Salentino con il coinvolgimento di deGusto Salento associazione di produttori di Negroamaro da anni molto attiva per il rilancio di un vino che è anima e identità italiana.

Cinque denominazioni complementari tra loro che combattono l’omologazione dei vini e che hanno deciso di lavorare insieme nella promozione e nella ricerca. È questo il senso dell’accordo sottoscritto poche settimane fa dai presidenti dei cinque consorzi. «Un’idea intelligente – ha detto il senatore Dario Stefàno, da sempre fervido sostenitore dell’importanza dei vini rosati, in merito all’unione dei Consorzi – un bel segnale di un’Italia che vuole e che deve stare insieme e che attraverso il vino parla alle nuove generazioni».

«Per noi si realizza un sogno attraverso un primo piccolo tassello di un mosaico molto più ambizioso – spiega Ilaria Donateo di deGusto - . I rosati hanno un grande appeal all’estero e noi vogliamo fornire il nostro contributo affinché attraverso questo patto si cominci a parlare seriamente anche in Italia. Si tratta di una grande sfida nella quale la nostra associazione ha sempre creduto e che finalmente diventa un progetto condiviso con un taglio sicuramente promozionale ma anche culturale».

Insomma, è il sistema Italia, così, che finalmente impara a non vivere una competizione spinta tra sistemi regionali ma che al contrario trova un motivo per stare insieme. E la sfida, questa volta, è dell’Italia in uno scenario globale.

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