Sei milioni di euro diretti alla Banca d’Italia di Lecce. Era questo il bottino custodito nel portavalori assaltato lunedì mattina 9 febbraio sulla statale Brindisi-Lecce, allo svincolo per Torchiarolo. Un colpo studiato nei dettagli da un commando entrato in azione con modalità paramilitari, tra esplosivi e mezzi incendiati per bloccare la strada.
L’obiettivo era il blindato della Battistolli Spa, che trasportava 5.904.436 euro in contanti. L’esplosivo è stato piazzato sul lato sbagliato e il mezzo ha retto all’urto, grazie anche al sistema di sicurezza “spumablock” che rende inutilizzabili le banconote in caso di assalto. Le sei guardie giurate sono rimaste indenni e poi accompagnate in ospedale per accertamenti.
Ne è nato un inseguimento nelle campagne tra Brindisi e Lecce, con un conflitto a fuoco in cui un carabiniere è rimasto ferito. Arrestati due presunti componenti della banda, Giuseppe Iannelli, 39 anni, e Giuseppe Russo, 62 anni, entrambi foggiani, accusati di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, associazione di stampo mafioso, rapina aggravata, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, porto e detenzione di armi da guerra e materiale esplosivo, ricettazione, resistenza e lesioni aggravate.
Il gip di Lecce Tea Verderosa ha fissato per domani mattina alle 9.30 nel carcere di Lecce l’udienza di convalida dei fermi. Saranno presenti il sostituto procuratore di Lecce Alessandro Prontera e i difensori dei due indagati.
Le indagini, coordinate dalle procure di Lecce e Brindisi, proseguono per individuare almeno altri sei complici fuggiti a bordo di due auto, tra cui un’Alfa Romeo Stelvio. Al vaglio anche l’ipotesi di basisti o talpe interne. L’azione, per modalità e violenza, è aggravata dal metodo mafioso e potrebbe essere collegata alla criminalità organizzata foggiana o alla Sacra Corona Unita tra Brindisi e Lecce.
















