Nelle scorse ore il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha inviato una lettera al collega che guida il dicastero dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, per lamentare il rischio che le Nazioni Unite possano ridimensionare la loro presenza su Brindisi a causa di un’offerta formativa non conforme a quanto richiesto dai dipendenti della base logistica per i loro figli. «Le Nazioni Unite - spiega Tajani a Valditara - hanno tentato nel tempo di suscitare l'interesse di scuole private internazionali ad aprire sul territorio, senza però ottenere risultati. Più volte le Nazioni Unite hanno auspicato la definizione di un quadro giuridico che assicuri a Brindisi una scuola internazionale con autonomia gestionale, direzione strategica chiara e sostenibilità duratura. La questione si è ormai fatta estremamente urgente». Parole che hanno prodotto irritazione nella International school of Brindisi, in quanto metterebbero «in dubbio la validità e la serietà di tutti i riconoscimenti e le partnership istituzionali del nostro istituto scolastico internazionale», che è «pienamente operativo e regolarmente riconosciuto e costituisce la prima scuola straniera riconosciuta dal Mim in tutta la Puglia e nel Mezzogiorno a sud di Napoli». Sta di fatto che Tajani scrive a Valditara che «l'assenza a Brindisi di una scuola internazionale pienamente funzionante rappresenta un vulnus concreto che rischia di penalizzarci rispetto ad altri Paesi». Eppure, secondo il cda della International school of Brindisi, l’istituto «è già frequentato da figli di dipendenti delle Nazioni Unite, che pagano le rette autonomamente» e «l’Onu è pienamente a conoscenza dell’esistenza della nostra scuola», operativa dal settembre 2025. «Il Comune di Brindisi ha concesso a Isb uno stabile pubblico - si legge ancora nella nota dell’istituto - proprio per garantire alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale la scuola internazionale sul territorio». E ancora: «L’onorevole D’Attis è pienamente a conoscenza dell’esistenza dell’Isb, oggetto di ampia copertura mediatica locale e regionale che non può essergli sfuggita».
Secondo la scuola brindisina, insomma, i passaggi della lettera di Tajani riportati su queste colonne «hanno gravemente leso la reputazione dell’Isb, mettendo in dubbio la validità dei suoi riconoscimenti istituzionali, scoraggiando potenziali iscrizioni, generando allarme nelle famiglie già iscritte e compromettendo relazioni con partner istituzionali e accademici».
Il deputato Mauro D’Attis, dal canto suo, è tornato a puntare l’attenzione sulla Scuola europea «pubblica», per la quale più volte si è speso al fine di reperire risorse statali che potessero ovviare alla carenza di insegnanti. «Purtroppo, nonostante gli sforzi e le ingenti risorse stanziate per la Scuola europea, anche grazie a emendamenti da me proposti - ha commentato il deputato di FI - l’offerta formativa è ancora in fase di completamento. Bisogna avviare una riflessione per individuare soluzioni che possano accrescere la solidità gestionale della scuola e potenziare l’offerta formativa». [And. Pez.]















