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Condannata per la morte della figlia, latianese torna libera per fine pena

Condannata per la morte della figlia, latianese torna libera per fine pena

«Io innocente». «Sono stata condannata per dei pregiudizi nei miei confronti». «Spero di poter trovare un lavoro, magari come commessa in un negozio»

10 Agosto 2022

Redazione Brindisi

LATIANO - «Adesso che sono libera potrò riportare mia figlia al cimitero di Torre Santa Susanna».

Sono state queste alcune delle parole pronunciate da Tiziana Deserto poco dopo essere tornata in libertà, al termine della condanna che ha finito di scontare nelle scorse ore. Una condanna a 15 anni di reclusione (tre dei quali condonati) per essere stata riconosciuta colpevole del reato di concorso in omicidio nei confronti di sua figlia, Maria Geusa, uccisa a Città di Castello (PG) nell’aprile del 2004, quando la bambina aveva soltanto due anni e 7 mesi.

Continua professarsi innocente Tiziana Deserto, la donna originaria di Latiano che, poco dopo essere tornata in libertà, ha rilasciato un’intervista a La Nazione in cui ha affermato: «Io sono innocente, sono stata condannata per dei pregiudizi nei miei confronti. Cercavano un capro espiatorio. Ma mia figlia conosce la verità, lei sa tutto. Sa quanto l’ho amata e quanto la amo. Il mio pensiero - ha aggiunto la donna - è fisso su mia figlia Maria. E adesso che sono libera farò di tutto per riportarla al cimitero di Torre Santa Susanna da quello dove è stata tumulata. Provo rabbia e rancore perché è stato rubato il suo futuro».

La condanna venne definitivamente confermata dalla Cassazione il 17 maggio del 2012, anche per concorso nella violenza sessuale subita dalla piccola. Addebiti che Tiziana Deserto ha sempre respinto con forza, proclamandosi estranea alle vicende sfociate nella morte di sua figlia, che morì il 6 aprile del 2004 - secondo quanto è emerso dai processi - in seguito alle violenze subite dall’imprenditore edile Giorgio Giorni, condannato definitivamente all’ergastolo. Secondo la ricostruzione accusatoria, la donna affidò all’imprenditore la propria figlia dopo essersi innamorata dei lui. Quest’ultimo avrebbe poi abusato della bimba, morta - stando a quanto emerso dai processi - in seguito alle violenze subite.

«Ora sono libera, finalmente. Se sono felice? Sì, per aver riconquistato la libertà, ma penso sempre alla mia piccola Maria» ha detto Tiziana Deserto alla Nazione.

Poi Tiziana Deserto, sempre al quotidiano toscano, ha voluto rivelare quelli che saranno, nell’immediato, i suoi programmi di donna che ha pagato il suo conto con la giustizia, facendo presente che per il momento lei si trova ancora nella comunità dove ha scontato gli arresti domiciliari, durante l’ultima fase della sua pena, ossia dal 2021, quando ottenNe in beneficio di continuare a scontare la pena in regime di arresti domiciliari. «Alla fine di questa settimana, al massimo all’inizio della prossima - ha spiegato la donna in merito ai suoi programmi a breve termine - mi trasferirò a Brindisi, in una comunità più grande, con un servizio sanitario all’interno. Ripartirò da lì, sempre con la mia Maria nel cuore. Vorrei fare la commessa in un negozio di abbigliamento o di scarpe - ha detto parlando di un ipotetico lavoro -; sì, nel settore della moda mi vedrei bene».

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