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In Puglia e Basilicata

Il caso

Xylella, Ostuni come Oria e il batterio killer dilaga. Pentassuglia: pianta malata va eradicata

xylella

È quanto afferma Coldiretti Puglia, in merito alla sentenza del TAR che ha bloccato l’espianto di 37 ulivi infetti ad Ostuni.

10 Maggio 2022

Redazione online

BRINDISI - La pratica degli innesti è solo sperimentale, adottata con enormi ritardi e soprattutto se operata su ulivi fortemente compromessi non produce certamente i risultati sperati. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, in merito alla sentenza del TAR che ha bloccato l’espianto di 37 ulivi infetti ad Ostuni.

“Gli ulivi infetti restano focolai attivi, fonti di inoculo per la sputacchina, l’insetto vettore, complice della diffusione della Xylella. La Puglia ha già pagato lo scempio che si è perpetrato per esempio ad Oria e Francavilla, dove per non abbattere 47 ulivi malati, con espianti bloccati dai ricorsi al Tar, sono morti 3.100 alberi per colpa del batterio killer e consentito al vettore di continuare ad infettare migliaia di esemplari anche monumentali. La Puglia non può permettersi di perdere senza fare nulla paesaggi e patrimoni olivicoli straordinari come la Piana degli Ulivi Monumentali e la Valle d’Itria. Lo scempio perpetrato 6 anni fa ad Oria, quando non si vollero estirpare le piante infette, sta avendo i suoi effetti catastrofici, perché proprio da Oria sono partite le due direttrici dell’infezione verso Polignano in provincia di Bari in direzione nord-ovest e verso Massafra, in direzione ovest. Intervenire tempestivamente è un richiamo che abbiamo ripetuto quasi ossessivamente in questi anni per non mandare in fumo l’enorme patrimonio olivicolo, economico, turistico e paesaggistico della Puglia”, sostiene il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Sono stati abbattuti 1150 ulivi infetti da Xylella fastidiosa nei territori di Ostuni, Fasano e Cisternino. Nelle aree rurali di Fasano, Ostuni, Carovigno e Monopoli – ricorda Coldiretti Puglia - sono presenti 250mila ulivi, esemplari di pregio straordinario che potrebbero fregiarsi della prestigiosa dichiarazione di 'sito patrimonio dell'Unesco', azione per cui abbiamo sostenuto il Parco delle Dune Costiere nel percorso di riconoscimento della Piana degli ulivi monumentali quale patrimonio dell'Unesco.

La Xylella è arrivata in Italia portata da piante tropicali giunte dall’America latina e fino a oggi ha infettato oltre 8mila chilometri quadrati con oltre 21 milioni di ulivi colpiti – insiste Coldiretti Puglia - molti dei quali monumentali, frantoi svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia e 5mila posti di lavoro persi nella filiera dell’olio extravergine di oliva. Il batterio avanza al ritmo di 2 chilometri al mese e, dopo aver devastato gli ulivi del Salento, minaccia la maggior parte del territorio Ue dove sono stati individuati altri casi di malattia, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania al Portogallo.

L’urgenza è salvare da nuovi contagi la Piana degli Ulivi Monumentali che ha già perso 1/3 degli ulivi di inestimabile valore – conclude Coldiretti Puglia - preservati nel tempo ed arginare in Puglia la diffusione della Xylella Fastidiosa – ceppo pauca, quello pugliese – che secondo lo studio della prestigiosa rivista americana PNAS (Atti della Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti d'America) potrà causare, se non viene fermata, un impatto economico negativo in Europa d in Italia fino a 20 miliardi, conclude Coldiretti Puglia.

LE PAROLE DI PENTASSUGLIA

«Le sentenze vanno rispettate. Il pronunciamento del Tar ci dimostra che l’operato della Regione è sempre stato fondato su un’attenta e puntuale analisi del fenomeno con una strategia d’intervento finalizzata a tutelare l'inestimabile patrimonio olivicolo della nostra Regione». E’ il commento dell’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia in merito alla decisione del Tar di Bari sui ricorsi presentati dai proprietari dei terreni interessati dalle prescrizioni previste dall’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia, necessarie per contrastare la diffusione di Xylella fastidiosa. Il Tar ha, nei giorni scorsi, sospeso l’efficacia dei provvedimenti regionali di abbattimento delle piante monumentali risultate infette. «Siamo dell’avviso - prosegue - che la pianta malata vada eradicata e la Regione, in tal senso, ha già emesso provvedimenti perché sia la capitozzatura sia gli innesti nella zona ex contenimento, pratica tra le più antiche, fossero interventi idonei ad arrestare la batteriosi. A tal proposito ricordiamo che il bando sugli innesti è stato utilizzato da pochissimi agricoltori e proprietari ed è per questo che stiamo per rimettere a bando l’intervento con le risorse residuali. Quindi - prosegue - nella sentenza non c'è nessuna novità che trascende da quello che è stato ed è il nostro percorso. Rispettiamo il pronunciamento del Tar ma andiamo avanti con i monitoraggi, le analisi molecolari e, soprattutto, nel sensibilizzare le persone ad eradicare le piante dichiarate infette. Il tema degli Ulivi secolari ha una sua norma specifica: non vogliamo fare scempio di questo paesaggio bellissimo, però non possiamo neanche consentire che, tenendo in piedi quelle poche piante infette, si ripresenti più viva che mai una tragedia che abbiamo vissuto e che ancora oggi continuiamo a vedere davanti ai nostri occhi». 

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