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Centrale Enel

Polveri di carbone da Cerano, Corte d'appello: «Sì a risarcimento a provincia Brindisi»

«Brindisi, centrale Cerano a rischio per la salute»

Il processo d’appello si era concluso con la conferma delle due condanne inflitte in primo grado ai manager Enel

05 Aprile 2019

Redazione online

La Corte d’appello di Lecce ha corretto un errore materiale contenuto nel dispositivo della sentenza emessa l’8 febbraio scorso al termine del processo di secondo grado nei confronti di dirigenti Enel e della società per la diffusione di polveri di carbone dal carbonile e dal nastro trasportatore della centrale di Cerano (Brindisi) nei terreni degli agricoltori. I giudici, con la correzione, hanno previsto un risarcimento, da liquidarsi in separata sede, nei confronti della Provincia di Brindisi che aveva invocato un risarcimento per 500 milioni di euro. I giudici hanno tuttavia escluso il danno ambientale, che poteva eventualmente essere chiesto solo dal ministero.

Enel Produzione ha annunciato di voler impugnare la correzione dinanzi alla Corte di Cassazione.
Il processo d’appello si era concluso con la conferma delle due condanne inflitte in primo grado ai manager Enel, con l'estensione dei risarcimenti anche ad altri agricoltori proprietari di terreni vicini al nastro trasportatore della centrale Enel di Cerano. Per Antonino Ascione e Calogero Sanfilippo era stata confermata la pena (sospesa) a nove mesi di reclusione. Per altri due, Sandro Valery e Luciano Mirko Pistillo, i reati erano stati dichiarati prescritti. Due i reati contestati: getto pericoloso di cose e danneggiamento aggravato.

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