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a trani

Cava «Monachelle», al via
bonifica e messa in sicurezza

discarica a trani

di NICO AURORA

TRANI - Avevano ripetutamente posto in risalto che sarebbe dovuta essere la Provincia a qualificarsi come responsabile del procedimento, accertando che il sito è inquinato, svolgendo le opportune indagini per identificare il responsabile dell’inquinamento e diffidando lo stesso a provvedere a rimuoverlo ai sensi di legge.

Partendo proprio da questo presupposto le proprietarie della cava di contrada Monachelle - che da oltre sei mesi fuma ininterrottamente per la combustione di oli minerali stoccati al suo interno -, Dora e Maria Giovanna Cortellino, tramite i loro legali, si erano rivolte al Tar, che aveva revocato l’ordinanza con cui sindaco Amedeo Bottaro, intimava loro la messa in sicurezza e bonifica del sito di loro proprietà. Le ricorrenti avevano posto in risalto in primo luogo, nel loro ricorso, proprio il difetto di giurisdizione dell’ordinanza sindacale, attribuendo ogni compito, invece, alla Provincia.

Ebbene ieri sera, nel corso del consiglio comunale, sia il sindaco, sia l’assessore all’ambiente, Michele di Gregorio, hanno fatto sapere che, «con una nota dello scorso 21 marzo, il dirigente del Settore ambiente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, proprio nell’ambito del procedimento amministrativo ai sensi di legge, ha diffidato le proprietarie della cava di contrada Monachelle ad attivare nell’immediato, secondo il principio di precauzione e azione preventiva, adeguate misure di prevenzione e messa in sicurezza coordinandosi con Arpa Puglia, Asl Bt e Vigili del fuoco, ed informando preliminarmente Comune di Trani, Provincia e Regione».

Dunque, la palla torna proprio nel campo della proprietà, «ed il provvedimento amministrativo conforta - commenta Bottaro -, nonostante le tante speculazioni di carattere politico montate, l’iniziativa assunta dal sottoscritto, che fin da novembre aveva emanato l’ordinanza di uguale tenore, ma recentemente annullata dal Tar per l’iniziativa delle proprietarie».

Nel frattempo, «proprio per scavalcare le lungaggini amministrative e burocratiche previste dalle leggi - fa sapere a sua volta di Gregorio - il Comune di Trani, dopo avere coordinato le attività di analisi ed i sopralluoghi tecnici con il prezioso sostegno del custode giudiziario ed in sinergia con Asl, Arpa Puglia e Vigili del fuoco, nonché in collaborazione con il consulente nominato dalla Procura della Repubblica, ha già svolto un’indagine di mercato, fra aziende specializzate del settore, per procedere alle attività di messa in sicurezza e bonifica».

In altre parole, nonostante la discesa in campo della Provincia, messa in sicurezza e bonifica dell’area saranno eseguite dal Comune, a proprie spese, con diritto di rivalsa a carico di chi il titolare del fascicolo, Alessandro Donato Pesce, individuerà nel procedimento per il quale, allo stato, il sito è sotto sequestro e due sono iscritte nel registro degli indagati. il custode giudiziario dell’area, per omesso controllo; il proprietario di un terreno confinante, attraverso il quale si accede alla cava fumante, per abusi edilizi.

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