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nuovo vescovo a Trani

«Vengo a condividere
con voi la mia vita»

Monsignor Leonardo D’Ascenzo, nuovo arcivescovo di Trani, Barletta, Bisceglie e Nazareth, il prossimo 27 gennaio farà il suo ingresso ufficiale

Monsignor Leonardo D’Ascenzo

Mons. Leonardo D’Ascenzo

di NICO AURORA

TRANI - «La Chiesa di Trani è di grande e lunga tradizione, per cui arrivo da voi e vorrei inserirmi in questo cammino e dare il mio piccolo, povero contributo». Così Monsignor Leonardo D’Ascenzo, nuovo arcivescovo di Trani, Barletta, Bisceglie e Nazareth, che il prossimo 27 gennaio farà il suo ingresso ufficiale nella cattedrale di Trani. Da lì a poco, secondo un calendario in fase di definizione, sarà la volta dei successivi ingressi nelle concattedrali di Barletta e Bisceglie, e poi a Corato, Margherita, San Ferdinado e Trinitapoli. Tutto questo, però, sarà preceduto dall’ordinazione episcopale, prevista il 14 gennaio a Velletri, sede della diocesi da cui proverrà.

Il nuovo pastore, nel rilasciare la sua prima intervista, non ha nascosto al cronista, la sua prima sensazione «di confusione - ammette mons. D’Ascenzo -, perché è un impegno di servizio, quello del dell’episcopato, carico di responsabilità. E poi, pensando a questa diocesi così grande, viva, molto vivace, avverto ancora di più il peso di quello che mi veniva richiesto. Ma la confusione lascia il posto alla gratitudine per il Santo Padre, che ha pensato a me per questo servizio così importante».

Nel primo messaggio che il vescovo ha rilasciato alla comunità diocesana, ha scritto che è, con noi, «chiamato a camminare e condividere il pane del cammino». E spiega che, «quando faccio riferimento al pane del cammino, penso al pane dell’eucaristia, il pane che Gesù ci ha donato come il suo corpo, la sua vita. Quindi, per me, il pane richiama la vita che Gesù dona a noi. Ecco, allora, la mia vita che vengo a condividere insieme con voi, la mia vita che vengo a donare in questa Chiesa così da mettermi al servizio in quello che è un cammino già avviato».

I 17 anni di episcopato di mons. Pichierri si sono caratterizzati soprattutto attraverso due capisaldi, vale a dire le vocazioni, e le opere al servizio della comunità, dal centro Jobel al dormitorio Caritas, a lui successivamente intitolato. Ed il cammino di mons. D’Ascenzo ripartirà da qui: «Se sono stati i capisaldi di mons. Pichierri, certamente saranno i punti di partenza del mio ministero. Arrivo in questa terra con l’animo e l’intenzione di chi vuole mettersi in sintonia con tutto ciò che c’è stato prima, che vuole accogliere, conoscere e poi, come dicevo poc’anzi, cercare di offrire il mio piccolo contributo. Nell’ambito delle vocazioni, poi, mi trovo in particolare sintonia perché è stato un po’ il fil rouge della mia esperienza. Ho sempre operato e lavorato in questo ambito fin da giovane, ed un po’ tutti questi anni del mio ministero sacerdotale sono stati caratterizzati dal servizio nella pastorale delle vocazioni, per cui questa attenzione pastorale che c’è sempre stata a Trani non può che farmi piacere».

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