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Rifiuti a Trani, la rivolta
dei «contesta-Tari»

La protesta sui tributi Domenica l'iniziativa del Comitato «Bene comune»

rifiuti per strada a trani

di LUCIA DE MARI

TRANI - Sono proprio dei “contesta-Tari” quelli del comitato «Bene comune»: domenica prossima, 14 maggio, dalle 10 alle 13 saranno in piazza della Repubblica «per contestare – scrivono in una nota a firma di Teresa De Vito - l’operato della amministrazione Bottaro e per informare i cittadini». Oggetto della protesta la tassa sui rifiuti urbani e la mancata raccolta differenziata, e tutto quanto gira intorno a questo.

«Mostreremo i dati e le nostre proposte, ma ricorderemo quello che questa amministrazione ha promesso e non ha mantenuto, semplicemente riportando le loro stesse dichiarazioni». Secondo il comitato, infatti «la città, ancora una volta, sta vivendo una fase critica dettata dall’immobilismo perdurante. Sul tema dei rifiuti l’amministrazione Bottaro consolida un fallimento epocale che contrasta con tutti i propositi divulgati sia in campagna elettorale che in questi due anni di governo».

Com’è noto, la raccolta differenziata, più volte annunciata, non è mai partita e non si intravede un progetto chiaro in termini di tempo e attuazione: «Questo malgrado l’accordo con il Conai più volte sottolineato dallo stesso sindaco. L’adesione alla strategia rifiuti zero, da noi fortemente voluta – sottolinea De Vito - al momento è solo sulla carta».

Due anni persi Dunque in questi due anni «non è stato fatto quindi assolutamente nulla. Lo riteniamo grave e pericoloso per la città che invece ha un disastro ambientale causato dalla discarica. Ci meraviglia e quindi contestiamo l’operato dell’assessore all’ambiente che non ha mostrato mordente e caparbietà per la problematica, al contrario di quando non era assessore e frequentava i banchi dell’opposizione. I suoi datati inviti e denunce per la mancanza della raccolta differenziata risuonano ora come eco verso il suo assessorato che, materialmente, non ha prodotto nulla per l’argomento».

Con queste premesse, la logica conclusione è stato «andare in consiglio comunale con la proposta di aumento della Tari, decretando il completo fallimento che in termini economici e ambientali ricade sui cittadini. Anche in questo caso, è doveroso ricordare l’antitetica promessa del sindaco di ridurre la Tari. Tutti gli altri comuni limitrofi si sono organizzati o lo stanno facendo, mentre noi siamo sempre il fanalino di coda con percentuali di raccolta differenziata indicibili».

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