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Stp, Provincia di Bari venderà la sua quota

di LUCIA DE MARI
TRANI - L'ultima delibera della Provincia di Bari, prima della «chiusura», la vendita del pacchetto di azioni (39%): le altre sono detenute da Provincia Bat (12%), comune di Trani (5%), Amet S.p.A. di Trani (44%).Ci si si chiede quale sarà l’atteggiamento del socio maggioritario, e cioè del Comune di Trani che insieme alla controllata Amet avrebbe titolo di esercitare il diritto di opzione delle azioni messe in vendita dagli altri soci. La Stp, che si occupa dei trasporti pubblici, è una delle poche aziende in Puglia e sul territorio nazionale che dal 2006
Stp, Provincia di Bari venderà la sua quota
LUCIA DE MARI

TRANI - La Stp, che si occupa dei trasporti pubblici, è una delle poche aziende in Puglia e sul territorio nazionale che dal 2006 in poi ha sempre chiuso i bilanci con un utile, riuscendo a contemperare gli interessi dei cittadini utenti dei 48 comuni delle Provincie di Bari e Bat. E’ accaduto però che nell’ultima seduta del Consiglio provinciale di Bari (dal 1 luglio quella provincia sarà guidata fino al 31 dicembre da un Commissario nella persona dello stesso Schittulli) è stata approvata la delibera n.40 della Giunta provinciale che dà mandato allo stesso Commissario di perfezionare la vendita, da parte del Socio Provincia di Bari, della azioni della Stp.

«Saldi di fine stagione» li chiama il consigliere comunale del Pd, Tommaso Laurora, in una nota di protesta. E racconta di come quella delibera sia stata approvata nel corso dell’ultimo consiglio della Provincia di Bari «guidata con una maggioranza di centrodestra, con voto contrario dell’opposizione ed in totale dispregio di una nota di protesta delle Segreterie provinciali di tutte le organizzazioni sindacali del settore che esprimeva una netta ed univoca contrarietà».

Per la cronaca, attualmante le quote azionarie sono così suddivise Provincia di Bari 39%, Provincia Bat 12%, comune di Trani 5%, Amet S.p.A. di Trani 44%.

Laurora spiega i virtuosismi della Stp, che oltre a chiudere i bilanci in utile dal 2006, «riesce a contemperare gli interessi dei cittadini utenti dei 48 comuni delle Provincie di Bari e Bat, con utili serviti e a investire anche risorse proprie per migliorare la qualità dei servizi, acquistando, facendosi carico del costo, in attesa che lo stato rifinanzi alle regioni, la sostituzione del parco rotabile, due autosnodati per rispondere alle sempre maggiori richieste di trasporto, in special modo scolastico rivenienti dai territori serviti. Non a caso il Presidente della Provincia di Bari Schitulli, a fine del 2012 – spiega Laurora - si dichiarava disposto a ricapitalizzare la Società per un milione di ? per consentire alla Società la possibilità di acquistare nuovi mezzi».

Adesso, «tenendo conto che con la costituzione dell’Area Metropolitana di Bari, a cui saranno trasferite dal prossimo anno, ovviamente, oltre alle competenze anche tutte le partecipazioni azionarie della Provincia di Bari, non si comprende quale sia la razio del provvedimento adottato nell’ultimo Consiglio Provinciale dove per prassi istituzionale certe disposizioni non dovrebbero essere discusse non trattandosi di provvedimenti sottoposti a particolari situazioni di emergenza o legate a particolari dispositivi di legge che ne impongono l’approvazione. Corrono voci molto insistenti ed attendibili che un provvedimento analogo sia stato posto in itinere dalla Provincia Bat, altro Socio della Stp. E’ agli atti dell’assemblea dei Soci della Stp dello scorso maggio, che si è proceduto ad alcune modifiche statutarie tese a ridurre da 60 a 30 giorni il diritto di opzione per i soci, in caso di vendita delle quote e l’abolizione del collegio arbitrale nel caso di difformità di valutazione sul reale valore delle quote azionarie. Questo è un terzo indizio che, com’è noto, costituisce la prova che ci troviamo di fronte ad un disegno perverso del centrodestra pugliese che pare miri a svendere un’Azienda florida ed altamente produttiva di proprietà pubblica al privato di turno».

Tutto questo mentre la Regione Puglia, ha prorogato per quattro anni i servizi in affidamento in attesa di rivedere i piani triennali dei servizi e di predisporre un riassetto complessivo del trasporto pubblico locale. Momento strategico, quindi, che vedrà ovviamente la nuova città metropolitana di Bari, protagonista nelle scelte strategiche di indirizzo e programmazione del trasporto pubblico locale, e che garantisce alla Stp un ruolo molto importante e con sicuri profitti in questo nuovo scenario».

A questo punto ci si chiede quale sarà l’atteggiamento del socio maggioritario, e cioè del Comune di Trani che insieme alla controllata Amet avrebbe titolo di esercitare il diritto di opzione delle azioni messe in vendita dagli altri soci. «Il Sindaco ed il Presidente del C.d.A Roberto Gargiuolo, che è il protagonista dei successi amministrativi ed operativi della società e che in numerosissimi interventi sugli organi di stampa hanno rivendicato le brillanti performances della Stp e si sono sempre orgogliosamente proposti come paladini e baluardo per la difesa della tranesità dell’azienda, come si pongono rispetto a questo scellerato progetto di svendita ?» si domanda Laurora.

Al Comune di Trani, per assurdo, «basterebbe comprare solo il 2% delle azioni messe in vendita, si tratterebbe di poche decine di migliaia di euro, per assumere il totale controllo della Stp». Il Pd «sarà vigile su questa vicenda: non esiteremo nel denunciare politicamente e, se ne vediamo gli estremi, anche giuridicamente, ogni atto contrario alla permanenza della Stp in mano pubblica».

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