Pugni, sputi, calci e violenza verbale nei confronti degli ospiti: finisce nel peggiore di modi la partita tra Fulgor Molfetta 2009 e Borgovilla calcio Barletta. La denuncia di quanto sarebbe accaduto ieri, domenica 23 novembre, sul campo dello stadio Petrone a Molfetta, lo racconta alla Gazzetta Gabriele Spadaro, direttore generale del Borgovilla calcio Barletta.
«Chi resta in silenzio è complice, dice Gratteri. Ed io non resterò in silenzio - sono le parole di grande amarezza di Spadaro -. Sono anni che calpesto campi di calcio e due che dirigo la Borgovilla calcio Barletta. Un grande onore per me, si tratta della squadra più antica di Barletta. - racconta-. I miei sono ragazzi dai 17 ai 29 anni, tra di loro anche tre ragazzi di colore. Li unisce la passione per il pallone. Mai avrei pensato di ritrovarmi di fronte ad un'aggressione così pesante e gratuita».
La situazione sul campo a quanto pare è degenerata ad un quarto d'ora dalla fine della partita: «sul risultato del 2-2, l'arbitro ha assegnato un rigore al Borgovilla che abbiamo anche sbagliato - racconta Spadaro -. Due ragazzi mi hanno chiesto di lasciare la partita e mentre erano diretti agli spogliatoi sono stati aggrediti. Uno di loro è stato colpito con un pugno che lo ha costretto ad essere trasportato al Policlinico di Bari. A colpirlo lo stesso capitano della Fulgor».
Spadaro continua con la denuncia. «La panchina, in quello stadio, è a ridosso della tribuna. Dall'alto piovevano sputi, insulti razzisti e maleparole: oltre 200 spettatori tra i quali abbiamo scoperto essere sugli spalti anche la dirigenza del Fulgor ad assistere a quell'assurdo spettacolo senza batter ciglio. Siamo stati costretti a ricorrere all'intervento del 118 per il ragazzo colpito con il pugno e ad uscire dallo stadio scortati dai militari». Adesso è atteso il comunicato dell'arbitro e il risultato delle indagini delle forze dell'ordine.
«Dopodiché noi procederemo con la denuncia per via legale - conclude Spadaro - perché è inaudito che, per una partita di terza categoria, io debba riportare a casa un ragazzo in ambulanza».
















