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In Puglia e Basilicata

Unica nella Bat

Trani, 5 milioni di euro per la scuola «Giovanni XXIII»

scuola Papa giovanni XXIII trani

La materna e primaria sarà demolita e ricostruita. La candidatura per i fondi Pnrr approvata dal Governo

08 Maggio 2022

Nico Aurora

TRANI - Quasi cinque milioni per demolire e ricostruire la scuola materna e primaria Papa Giovanni XXIII: adesso non è più un sogno, ma una candidatura approvata dal Governo, l’unica in tutta la Bat. Chiusa da poco più di tre anni per pericolo di crollo, durante tutto questo tempo la scuola è rimasta abbandonata ed è stata letteralmente sventrata in ogni sua parte da qualcuno che si è introdotto all’interno per rubare qualsiasi cosa si potesse riciclare sul mercato nero. Nel frattempo l’adiacente casa del custode veniva a lungo occupata abusivamente da una famiglia. L’attività scolastica è andata avanti nel nuovo plesso di via Grecia, per quanto riguarda la scuola materna, ed in quello privato di via Stendardi per quanto concerne la primaria.

Accertato che l’edificio fosse irrecuperabile, il Comune lo aveva candidato ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con uno studio di fattibilità che prevedeva una spesa di circa 5 milioni, per demolirlo e costruirne uno nuovo.
Ebbene, è di ieri la notizia che Papa Giovanni XXIII è fra le 216 scuole beneficiarie del previsto finanziamento, che coprirà integralmente la spesa senza neanche la necessità di una compartecipazione del Comune.
Un numero più elevato rispetto alle 195 scuole inizialmente previste, grazie ad un aumento dei fondi che ha portato lo stanziamento complessivo da 800 milioni a un miliardo e 189 milioni di euro. Ed al Mezzogiorno sono andati il 42,4 cento dei fondi, una percentuale superiore rispetto al 40 pere cento inizialmente previsto, cresciuta proprio grazie all’incremento di risorse.

«”Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono – commenta l’assessore con delega al Pnrr per l’edilizia scolastica, Francesca Zitoili, citando Chesterton -. I bambini lo sanno bene che i draghi esistono. Le fiabe insegnano che i draghi possono essere sconfitti”. È con questa citazione che vogliamo condividere con tutta la città, specialmente con i più piccoli, il risultato per cui tanto abbiamo lavorato, silenziosamente e senza sosta alcuna, come amministrazione guidata dal sindaco Amedeo Bottaro, come Assessorato alla pubblica istruzione e Pnrr per l’edilizia scolastica insieme ai suoi uffici e dirigenti, e come partito Sinistra italiana. Trani non è solo l’unica città ammessa della Bat, ma è la sesta di tutta la Puglia fra gli interventi finanziati. La scuola Papa Giovanni XXIII vede ora sempre più concretizzarsi la propria ricostruzione a servizio di un quartiere al quale, come classe politica, avevamo il dovere di restituire quel presidio di educazione, legalità e crescita socio-culturale che le era stato sottratto. Con un progetto esattamente pari a 4.939.128 euro, la nuova scuola Papa Giovanni potrà contare su un edificio all’avanguardia, dotato di infrastrutture digitali e spazi educativi sicuri e altamente funzionali alle attività didattiche, con particolare riguardo alla componente ambientale anche grazie alla presenza di orti didattici. È tempo di raccogliere i frutti della semina – conclude Zitoli - e metterci al lavoro».

Il sindaco, Amedeo Bottaro, si limita ad aggiungere che «la nostra proposta di candidatura, in quanto ammessa, ci ha fatto compiere il primo, fondamentale passo per restituire al quartiere la sua scuola di riferimento. Attendiamo adesso che il Ministero dell’istruzione ci convochi per procedere alla stipula della convenzione di concessione del finanziamento».
Dirimpettaio della Papa Giovanni XXIII è il plesso De Bello, già sede della media Orazio Palumbo, a sua volta inutilizzato dal 2015. Le sue condizioni sono meno compromesse della Papa Giovanni XXIII, ma anche qui si renderanno necessari approfondimenti di carattere diagnostico per comprendere se tale edificio sia ristrutturabile o, al contrario se ne debba valutare anche in questo caso la demolizione e ricostruzione, tenendo pure conto del fatto che entrambi furono costruiti nel 1975.
Nel frattempo, però, il disagio delle famiglie private della Papa Giovanni XXIII e le numerose proteste e polemiche della prima ora, dopo la chiusura del 10 marzo 2019, saranno adesso mitigati dall’imminente realizzazione del nuovo stabile che, proprio in considerazione dei tempi stringenti del Pnrr, dovrebbe vedere la luce entro la primavera 2026.

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