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Trani, prosegue il contenzioso per l'antenna di via Alvarez

La Wind Tre ha proposto ricorso innanzi al Consiglio di Stato

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Trani - L’annosa vicenda dell’antenna telefonica prevista di fronte al Castello svevo non è ancora chiusa. Infatti la società Wind Tre, titolare dell’impianto, ha proposto ricorso innanzi al Consiglio di Stato contro il Comune di Trani, la Soprintendenza ed il proprietario dell’unità immobiliare interessata, per l’annullamento e la riforma, previa sospensione, della sentenza emanata lo scorso 17 marzo 2020 dal Tar Puglia.

In quella circostanza il Tribunale amministrativo regionale aveva disposto che l’antenna telefonica montata, ma mai attivata, sul lastrico solare di un immobile in via Alvarez, di fronte al castello svevo, sebbene camuffata da un camino, non si sarebbe potuta realizzare: sarebbe bastato proporre una ubicazione diversa, fuori del vincolo paesaggistico e artistico di zona, ma la società proponente aveva insistito per quella ed era stata respinta. La Wind Tre, difesa dagli avvocati Giuseppe Sartorio e Annalisa Agostinacchio di Bari è però tuttora convinta delle sue ragioni e ha pertanto impugnato il provvedimento del Tar Puglia notificandolo anche alle altre parti in causa.

Il dirigente dell’Area contenzioso del Comune di Trani, Angelo Lazzaro, ha disposto la resistenza in giudizio dell’ente affidandone l’incarico all’avvocato Vittorio Triggiani, di Bari, che aveva già difeso con successo il Comune presso il Tar. Il gestore della telefonia mobile è sempre fermamente convinto del fatto che l’immobile in questione non sia contemplato all’interno del decreto di vincolo e, conseguentemente, il progetto di stazione radio base non soggiaccia ai limiti imposti dalla citata norma. In ogni caso, non sarebbero stati adeguatamente valutati né la tipologia progettuale prescelta (camuffamento dell’antenna all’interno di una finta canna fumaria), né il contesto urbanistico circostante l’impianto, né le finalità di pubblico interesse alla base della richiesta di installazione dell’impianto nell’area prescelta.

La Soprintendenza si era espressa dapprima con un motivato preavviso di diniego fondato sull’incompatibilità dell’opera con il contesto urbano circostante, «considerato che l’immobile prospetta su via Alvarez, area sottoposta alle disposizioni di tutela indiretta in quanto zona di rispetto del castello svevo di Trani».

Successivamente, non avendo condiviso le osservazioni presentate dalla società, aveva espresso un diniego “costruttivo”, confermando l’incompatibilità dell’intervento in questione con i valori tutelati che caratterizzano il contesto in cui il sito è ricompreso, ma suggerendo, al contempo, l’individuazione di un sito alternativo, idoneo ad evitare conflitti visivi con valori culturali e monumentali.

Il Comune, dal canto suo, si era avvalso sia del parere della Soprintendenza, sia delle norme tecniche di attuazione del Piano urbanistico generale che, per la zona storica del territorio comunale, fissa come obiettivo «la tutela del patrimonio artistico, storico, tipologico e paesistico attraverso la conservazione e valorizzazione sia dei monumenti singoli, sia degli edifici e degli insiemi edilizi d’interesse paesaggistico».

Il Tar era giunto alla conclusione per cui «non può dubitarsi che la proposta ubicazione dell’antenna Wind-Tre sia suscettibile di determinare una significativa interferenza con la prospettiva e lo skyline del centro storico e della costa tranese».

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