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CANOSA - Una violenza senza senso, feroce, vigliacca e per questo ancora più oscena. Suscitò indignazione e rabbia lo scorso 2 agosto il pestaggio subito da due fratelli sordomuti di Cerignola (Francesco e Giuseppe di 26 e 29 anni), aggrediti e picchiati selvaggiamente da più individui durante i festeggiamenti del Santo Patrono, nell’area di Piano San Giovanni, dove erano sistemate le giostre.

Ieri, a distanza di una decina di giorni da quella notte di inaudita violenza, dopo serrate indagini e riscontri da parte degli uomini della squadra di polizia giudiziaria del commissariato di Canosa (ai comandi del vice questore aggiunto Raffaele Fiantanese), sono scattate le manette ai polsi di uno dei presunti picchiatori del branco. Si tratta del 19enne canosino Michele Lorusso anche se il provvedimento restrittivo firmato dal gip Lucia Anna Altamura del Tribunale di Trani su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Francesco Aiello avrebbe tra i destinatari anche un altro individuo al momento ricercato.

Dovranno rispondere di rapina impropria e lesioni aggravate.
Quanto accaduto in quella notte di festa a Canosa tra l’indifferenza di molti che essendosi accorti della rissa non intervennero, sa davvero dell’assurdo ed è di una gravità inaudita. All’origine del pestaggio, è stato accertato, ci fu il furto (poi diventata rapina impropria) di un telefono cellulare (un iPhone X dotato di una serie di funzioni per chi ha disabilità uditive) posseduto da uno dei due fratelli audiolesi che erano a Canosa per trascorrere qualche ora al parco divertimenti in piazza San Giovanni. Mentre era in fila per la giostra delle macchine da scontro, Francesco smarrì il telefonino che gli cadde per terra. Essendosi accorto che un ragazzo lo raccolse e lo nascose sotto la maglietta, lo stesso Francesco con il fratello Giuseppe, raggiunsero il presunto ladro per chiedergli la restituzione del cellulare. I due malcapitati però, circondati da un gruppo di ragazzi, furono dapprima strattonati. In quel momento, pare, sarebbe entrato in scena Michele Lorusso, giovane boxer di Canosa solito frequentare una palestra per pugili. Senza esitare il ragazzo cominciò a sferrare pugni con forza al viso sia di Francesco che di Giuseppe. Entrambi caddero. Sui malcapitati si accanirono anche gli altri, l’intero branco, colpendoli. Scene di inaudita ferocia furono quelle che passarono sotto gli occhi di molti presenti che, stranamente, preferirono non intervenire. Intervenne invece un vigilante della «Vegapol» nel tentativo di sottrarre i malcapitati all’ira del branco. Ad avere la peggio furono i due fratelli. Giuseppe rimediò la frattura del setto nasale e altre ferite giudicate guaribili in oltre trenta giorni. Entrambi furono soccorsi e portati al Pronto soccorso del «Mons. Dimiccoli» di Barletta.

I poliziotti del commissariato, giunti sul posto, sulla base delle informazioni raccolte e grazie anche anche ai filmati della videosorveglianza, sono riusciti non soltanto a identificare Lorusso (riconosciuto anche dal particolare tatuaggio sul dito della mano utilizzata per boxare) ma anche il responsabile della rapina impropria che è tuttora ricercato.
Sono in corso ulteriori accertamenti per identificare, infine, gli altri componenti del branco, protagonista dell’ennesima storia di ordinaria brutalità e impensabile violenza.

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