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Trani, barca affondata nella darsena: Comune pagherà i danni

Il tribunale ha riconosciuto una somma pari a 100mila euro oltre interessi e spese per un totale di 123mila euro

Trani, barca affondata nella darsena: Comune pagherà i danni

Trani - Cinque anni e mezzo di attesa prima della sentenza che gli rifondesse i danni. Una verdetto pesante per il Comune di Trani chiamato a versare 123.000 a seguito dell’affondamento di un’imbarcazione da diporto nella darsena comunale.
L’episodio avvenne nella notte fra l’1 e il 2 dicembre 2013 quando, a causa delle condizioni del mare avverse, l’imbarcazione subì una rottura della prora che ne determinò il progressivo affondamento. La barca si ritrovò con la sola prua affiorante ed al proprietario fu persino intimato di rimuoverla quanto prima, per prevenire l’eventuale fuoriuscita di carburante.

Da lì a poco l’Ufficio locale marittimo avviò un’indagine amministrativa per tutte le verifiche del caso, anche sulle altre imbarcazioni, poiché anche la Guardia costiera diede atto del fatto che le acque del porto erano, quella notte, erano state insolitamente agitate, con due metri di onda grecale, e si erano registrate numerose segnalazioni e problemi per le imbarcazioni ormeggiate.

Ciononostante, il proprietario dell’imbarcazione, difeso dall’avvocato Michele Calaprice, aveva citato il Comune di Trani perché ne venisse dichiarata la responsabilità diretta per quanto avvenuto.

Infatti, secondo il proprietario del mezzo da diporto, l’imbarcazione era affondata in ragione del pessimo stato di manutenzione della catenaria della darsena comunale, presso cui era ormeggiata, ed alla quale era collegata la cima di ormeggio di prua.
La catenaria, a seguito della corrosione di uno degli anelli, perdeva la funzione di ancoraggio causando ripetuti urti della parte poppiera dell’imbarcazione contro il pontile, con conseguente creazione di vie d’acqua all’interno che ne determinavano l’allagamento e successivo a fondamento.

Da qui la richiesta di condanna al comune per una somma di 88.000 euro, quale controparte del mezzo andato distrutto, oltre 13.000 per il recupero e le spese legali da quantificarsi.

Secondo il giudice civile del Tribunale di Trani, Elio Di Molfetta, nella sentenza dello scorso 19 febbraio 2019, la domanda appare fondata «poiché deriva dall’inadempimento contrattuale del Comune - si legge nel provvedimento -, relativamente all’ormeggio presso la darsena comunale».

Per motivare la responsabilità dell’ente, e non del maltempo, «pur non essendoci prova dello specifico contenuto del contratto - scrive il giudice - vi è che il contratto di ormeggio, pur rientrando nella categoria dei contratti atipici, è sempre caratterizzato​ da una struttura minima essenziale consistente nella semplice messa a disposizione ed utilizzazione delle strutture portuali, con conseguente assegnazione di uno spazio acqueo delimitato e protetto».

Secondo la relazione del consulente tecnico di ufficio designato nel procedimento, «la causa dell’affondamento dell’imbarcazione è stata la rottura per punzonamento dello scafo della barca, ad opera dei pistoni flap. E ciò è stato possibile perché la tappa di ormeggio si è sganciata causando movimenti liberi ed incontrollati dell’imbarcazione, che ha urtato tali pistoni contro i punti di ormeggio».
Tale ricostruzione conferma, a detta del giudice, «un adempimento del Comune all’obbligo di garantire un approdo sicuro all’imbarcazione. D’altronde, la non conformità dello stato dei luoghi non è stata tempestivamente e specificamente contestata dalla parte convenuta (il Comune di Trani, ndr) e l’inadempimento non può essere escluso per la causa di forza maggiore, rappresentata dalla tempesta abbattutasi sul porto di Trani il giorno del sinistro, poiché tale circostanza risulta dedotta dal Comune soltanto nella comparsa conclusionale, e dunque tardivamente dopo la formazione delle preclusioni assertive del giudizio».

Il Tribunale ha fissato l’importo del danno da pagare in 99.000 euro, oltre interessi e spese legali, per arrivare all’importo complessivo di 123.704,67 euro. Tale debito fuori bilancio rappresenta di gran lunga il più alto dei nove che saranno riconosciuti martedì, 23 aprile, in consiglio comunale: l’importo complessivo dei nove provvedimenti è di 167.802​ euro.

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