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Il caso a Trani

Il sostegno non c'è, niente scuola il mercoledì per disabile

Il padre del ragazzo denuncia la situazione

studenti disabili

“Nonostante le promesse fatte, ad oggi non è cambiato nulla”: passano, i giorni passano.
E, a quasi tre mesi dall’inizio dell’anno scolastico, la nomina degli educatori che affiancano gli insegnanti di sostegno nelle scuole superiori non arriva ancora.
Così il signor Pietro Taccarelli, padre di un ragazzo con disabilità che frequenta il primo anno della scuola alberghiera dell’Istituto tecnico “Aldo Moro” di Trani, ha deciso di tenere il proprio figlio a casa nelle giornate “scoperte”, quelle in cui l’insegnante di sostegno non c’è e non c’è neanche l’atteso educatore che ne integri l’assistenza. Ma non demorde: continua con le telefonate, le e-mail, le pec. Alla scuola, alla Provincia. Al giornale.


Parliamo ancora, purtroppo, dei ritardi in un settore delicato come quello dell'assistenza specialistica per alunni disabili, che provoca disservizi in alcuni istituti di scuola media superiore del territorio provinciale, ed in particolare (evidentemente) in questa struttura scolastica di Trani frequentata dal figlio del signor Pietro Taccarelli: il giovane è alunno dell’Istituto alberghiero, è affetto da sindrome X fragile e per questo ha necessità di avere, oltre un insegnante di sostegno che copre solo 18 ore settimanali, la presenza della figura specializzata dell’educatore che andrebbe a coprire le ore mancanti (circa 9 ore). A metà dicembre, però, dell’educatore non c’è traccia. Ne’ per il giovane Taccarelli, ne’ per tutti gli altri nelle sue stesse condizioni, che non sono pochi e che però spesso preferiscono evitare la protesta rimanendo a casa.
Del caso ce ne siamo occupati su queste stesse pagine all’incirca un mese fa, con l’auspicio che tutto potesse risolversi nel giro di pochi giorni.


“Invece ancora nulla – spiega Pietro – e così ho deciso di tenere mio figlio a casa, almeno nella giornata del mercoledì, quando l’insegnante di sostegno non c’è perché è la sua giornata libera”.
Accade infatti che durante le ore scolastiche, quando non è presente l'insegnante di sostegno, il ragazzo venga in qualche modo schernito: “Molto spesso a mio figlio viene preso in giro, gli tolgono la merenda, gli lanciano palline di carta, insomma cose non belle.
Certo, in questo caso si tratta di educazione inesistente e di inciviltà, e i responsabili di questi comportamenti hanno subito delle azioni disciplinari; io stesso ho già fatto cambiare sezione a mio figlio perché aveva… smarrito il suo cellulare dall'interno del suo zaino, che gli serviva per avvisarmi quando usciva da scuola. In tutti questi giorni non faccio altro che chiedere notizie sull’avvio del servizio. Ma pare che la burocrazia sia più forte di ogni altra cosa, più forte dei nostri diritti, dei diritti dei nostri figli: mi dicono si forse domani, abbiamo avuto problemi, la pec, lì aggiudicazione, forse vedremo. E niente ancora". 
Del caso del mancato avvio dei servizi di assistenza specialistica per gli alunni disabili, che riguarda come abbiamo detto non solo il caso da noi segnalato, se ne sta occupando anche la rete Amare (associazione malattie rare) della Puglia, che proprio l’altro giorno, il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle disabilità ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Bari segnalando tutti i ritardi da parte delle istituzioni responsabili nelle applicazioni dei servizi di inclusione sociale e scolastica dovuti ai portatori di disabilità.

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