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Oltre a corruzione e turbativa d’asta

All'ex direttore amministrativo
vini, cosmetici e profumi
coi soldi del Petruzzelli

Petruzzelli, licenziato  il direttore amministrativo

BARI - Nuove accuse per l’ex direttore amministrativo del Teatro Petruzzelli di Bari, Vito Longo. All’esito di recenti indagini e nuovi interrogatori, la Procura ha ipotizzato, oltre ai già contestati reati di corruzione e turbativa d’asta, quello di peculato in concorso con l'imprenditore barese Giuseppe Garbetta, titolare di una delle società fornitrici del teatro. A quanto si apprende da fonti vicine alle indagini, Longo e l’imprenditore, d’accordo con la moglie di Longo, Antonella Rinella, avrebbero distratto fondi dell’ente per spese personali.

Stando agli accertamenti della Digos, coordinati dal pm Fabio Buquicchio, l’ex direttore amministrativo e sua moglie avrebbero ottenuto merce, come cosmetici, profumi e bottiglie di alcolici, utilizzando il denaro della Fondazione alla quale l’imprenditore fatturava materiale per la pulizia e bottigliette d’acqua. Garbetta, difeso dagli avvocati Gaetano Sassanelli e Gianluca Loconsole, è già stato convocato in Procura e interrogato dal pm in qualità di indagato.

Secondo la magistratura barese, Garbetta avrebbe fornito non soltanto merce utile agli scopi dell’ente, ma anche altri prodotti che poi l’ex direttore amministrativo e sua moglie sarebbero andati direttamente a ritirare in negozio. I fatti contestati si riferiscono al periodo 2010-2015. Il presunto danno causato al teatro ammonterebbe a più di centomila euro. Gli investigatori hanno infatti calcolato, tramite le fatture e i relativi bonifici, importi rimborsati alla ditta per circa 1.500 euro al mese per sei anni.

Nell’ambito di questa inchiesta Longo e altri quattro imprenditori furono arrestati a gennaio per presunte tangenti pagate in cambio di appalti e nei mesi scorsi sono tutti tornati in libertà per cessate esigenze cautelari. Nei confronti dell’ex direttore amministrativo, inoltre, è in corso anche un procedimento da parte della Corte dei Conti che ha disposto due sequestri - uno dei quali notificato anche alla moglie - per presunto danno erariale stimato in più di due milioni di euro relativo alle stesse spese.

I difensori di Longo, gli avvocati Michele Laforgia e Valeria Logrillo, in una nota «escludono categoricamente che sia mai stato utilizzato denaro della Fondazione per spese personali. Non esiste sino ad oggi alcuna contestazione in ordine al reato di peculato, tantomeno a carico di terzi totalmente estranei ai fatti. Se davvero esiste una indagine in questo senso sarebbe totalmente infondata e la diffusione anticipata della notizia, evidentemente, un reato».

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