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«Ha ucciso un uomo, ha gli incubi», parla il legale del 20enne che ha investito il 47enne morto a Santo Spirito

«Ha ucciso un uomo, ha gli incubi», parla il legale del 20enne che ha investito il 47enne morto a Santo Spirito

La tragedia dieci giorni fa, quando uno scooter guidato dal 20enne ha travolto a Santo Spirito il 47enne di Bitonto Gaetano De Felice

09 Agosto 2022

Isabella Maselli

Domani Antonio Cassano racconterà la sua versione alla gip Maria Teresa Romita. Dirà, forse ripetendo le poche confuse parole già dette subito dopo l'incidente, che quella sera ha visto sbucare all’improvviso tra le auto un uomo con un bambino in braccio e che non è riuscito a evitare l'impatto. L'incidente, avvenuto intorno alla mezzanotte dello scorso 29 luglio nel centro di Santo Spirito, è costato la vita al bitontino Gaetano De Felice, 47 anni. L’uomo aveva trascorso la serata in pizzeria con la famiglia. Stava attraversando la strada sulle strisce pedonali quando la moto con a bordo Cassano, 20 anni, lo ha travolto in pieno, uccidendolo e ferendo il figlio di 6 anni che De Felice aveva in braccio. Meno di una settimana dopo, sulla base dei rilievi fatti dalla Polizia locale, a Cassano è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. I reati che la Procura gli contesta sono omicidio stradale aggravato dalla presenza delle strisce pedonali, dalla mancata copertura assicurativa della moto e dal fatto che il 20enne non aveva la patente. Cassano è anche accusato delle lesioni colpose ai danni del bambino.

Nei confronti di Cassano, incensurato, la gip Romita, come evidenziato nella richiesta di arresto firmata dalla pm Savina Toscani, ha ritenuto sussistente il pericolo di reiterazione del reato proprio perché guidava la moto senza patente e quindi, ritengono i magistrati, se libero potrebbe salire in sella ad un altro mezzo mettendo a rischio la vita di altre persone. Tenuto conto, è stato ricostruito dagli agenti, che procedeva anche a velocità sostenuta, nonostante a quell’ora su quel tratto di lungomare ci fosse ancora molta gente a passeggiare.

Elementi su cui domani il 20enne sarà chiamato a rispondere nell’interrogatorio di garanzia, per spiegare quello che ricorda di quella sera, «quasi niente» dice il suo difensore, l'avvocato Gianfranco Schirone. «Da quel giorno ha gli incubi, non riesce a dormire, trema» riferisce il legale, spiegando che l'unica immagine che gli è rimasta impressa è quella dei lampeggiati dell’ambulanza e dei soccorritori arrivati sul posto dell'incidente. Lui accovacciato sul marciapiede a bordo strada. «Andate da quel signore col bambino» avrebbe detto agli operatori del 118, indicando la vittima. Poi sarebbe svenuto per risvegliarsi direttamente in ospedale.

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