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In Puglia e Basilicata

Ambiente & salute

I roghi a Bari un problema antico: Nerone abita nel quartiere Japigia

Bari, roghi di rifiuti

La denuncia del «Comitato cittadini» corredata di foto e segnalazioni

25 Maggio 2022

Rita Schena

BARI - I roghi alla periferia di Japigia non si sono mai interrotti, ma l'emergenza ora torna con più prepotenza: il caldo estivo obbliga i residenti a tenere le finestre aperte e inevitabilmente il problema odorigeno si avverte di più. La «sindrome Nerone» (l’imperatore che incendiò Roma nell’anno 64 d.C.) non è mai venuta meno.

E non solo odori, in realtà la questione riguarda una vera e propria emergenza sanitaria. A bruciare, infatti, sono spesso rifiuti abbandonati, come pneumatici o elettrodomestici, le fiamme che avvolgono il materiale plastico sprigionano diossine, con tutto quello che respirare questo composto organico comporta.

«Sono anni che denunciamo questo stato di cose - lamentano i residenti del Comitato cittadini di Japigia - ma nessuno si prende in carico il nostro estremo disagio. Dove sono i droni di controllo? Quando telefoniamo alla Polizia municipale o ai vigili del fuoco nella migliore delle ipotesi veniamo ignorati. Intanto siamo noi o i nostri figli a respirare questi fumi tossici e cancerogeni».
Sulla pagina Facebook del Comitato le fotografie si moltiplicano. «E testimoniano solo quanto succede di giorno – sottolineano -. La notte l'aria è irrespirabile, ma naturalmente diventa impossibile capire da dove proviene il fumo e il rogo».

Le campagne periferiche sono spesso ridotte a discarica. Pneumatici prevalentemente, ma anche elettrodomestici smaltiti illecitamente e cavi dai quali viene estratto il rame. Le associazioni ambientaliste segnalano puntualmente le discariche a cielo aperto che trovano nelle loro attività di pattuglia, ma la pulizia dei luoghi è sempre molto lenta. Molto più veloce invece il fuoco.
Tra le ultime segnalazioni solo questo mese alcune discariche a cielo aperto trovate dalle associazioni GensNova e Anuu Migratoristi Area metropolitana Bari. Per lo più pneumatici e materiale edile abbandonati anche a ridosso di campi agricoli coltivati.

«Se non si pulisce subito dopo che le discariche vengono scoperte, il rogo arriva puntuale. E più andremo avanti nella stagione calda e peggio sarà – spiegano dal Comitato -. E passare dai roghi incontrollati agli incendi sarà l'ulteriore passaggio. Che un campo incolto ed abbandonato prenda fuoco è facilissimo ed è già accaduto. Siamo stanchi e ci sentiamo abbandonati dalle Istituzioni. Della nostra salute e del benessere dei nostri figli sembra che a nessuno importi».

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