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CORONAVIRUS

Bari, l’estate dei Festival teme lo stop ma non si arrende

Koblan Amissah responsabile di Bari in Jazz

Koblan Amissah responsabile di Bari in Jazz

Da «Bari in Jazz» al Locus Fstival, i palcoscenici a rischio

24 Aprile 2020

NICOLA MORISCO

L’aspetto più drammatico della Pandemia del Coronavirus è sicuramente il distanziamento sociale, quindi l’impossibilità di aggregazione tra persone. A pagare le conseguenze di questa drammatica situazione, tra le tante e sofferenti attività economiche e sociali, c’è anche il mondo della musica live, un settore che ormai da anni regge l’intero comparto. In particolare quello dei concerti, dj set e performance, che con la bella stagione germogliano sul nostro territorio. Un comparto che nonostante l’inizio della Fase 2, subirà una quasi totale assenza di festival e, più in generale, di manifestazioni live in luoghi all’aperto e non. Si prospetta, almeno per tutta l’estate, un blocco quasi totale della attività di molte manifestazioni che da anni animano l’estate di Bari e la sua provincia. A tal proposito abbiamo ascoltato il parere di alcuni operatori e organizzatori di consolidati festival e rassegne, a iniziare dal responsabile di Bari in Jazz, il festival itinerante dell’Area Metropolitana di Bari, Koblan Amissah.

«La macchina del festival è ferma – conferma Koblan -, stiamo pensando in qualche maniera di recuperare la stagione visto che i concerti erano previsti nei mesi di luglio e agosto. Abbiamo pensato anche a un piano b, realizzare dei concerti particolari tenendo sotto controllo la capienza decisamente ridotta del pubblico, oltre ad adottare le misure di sicurezza che ormai conosciamo tutti. Vedremo se ci sarà la possibilità di circolazione almeno degli artisti italiani, altrimenti ci orienteremo su progetti originali dei talenti pugliesi. Vedremo dopo il 4 maggio come si potrà agire».

Vincenzo Bellini, presidente del Distretto produttivo regionale Puglia Creativa, nonché tra gli animatori del Locus festival, nei giorni scorsi ha partecipato a un tavolo regionale per la gestione della Fase 2 della cultura e del turismo presieduta dal coordinatore della task force per le emergenze epidemiologiche della Regione Puglia, il prof. Pierluigi Lopalco. «Bisogna attendere le disposizioni del governo per valutare le effettive tempistiche – commenta Bellini -. Di sicuro lo spettacolo dal vivo sarà l’ultimo comparto a ripartire tra quelli culturali proprio per gli ampi assembramenti che produce. Le dichiarazioni di Silvio Busaferro (presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ndr) non lasciano ben sperare».

E a proposito del Locus festival di Locorotondo, il direttore artistico Gianni Buttiglione aggiunge: «Attualmente l’intero palinsesto annunciato è confermato. Sicuramente nelle ultime settimane abbiamo subito uno stop nelle vendite degli spettacoli. Valutiamo l’ipotesi di posticipare di un anno il cartellone, qualora non ci fosse la possibilità di realizzare gli spettacoli».

Per Gianluigi Trevisi, direttore e organizzatore di Time Zones ed Experimenta, il settore musicale live avrà delle grandi difficoltà. «Per gli spettacoli all’aperto ci sono delle complessità oggettive e una serie di contatti obbligati, come gli artisti e tecnici che sono sul palco e l’utilizzo dei camerini. In più, l’aspetto psicologico non è assolutamente da trascurare. Bisognerebbe cercare di portare a un rinvio generalizzato delle attività e ottenere una deroga per la primavera del 2021, quando la situazione sarà più chiara. Tutta la categoria di operatori culturalie, comunque, sta discutendo sulla possibilità di realizzare una piattaforma dove realizzare coproduzioni con gli artisti pugliesi, coinvolgendo altre discipline come teatro e danza».

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