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Antonella Dipierro, 33 anni, di Noicattaro, è un «cervello» di... ritorno. Laureatasi in Informatica all'Università di Bari nel 2009, si è trasferita a Milano, facendo anche esperienza all'estero. Poi, un giorno, è accaduto quel che in molti sperano. «La mia attuale azienda (una società per azioni con sede alla Zona industriale, che progetta e realizza macchine e linee automatiche per l’assemblaggio e il collaudo di componenti automobilistici; ma c'è anche un asset per la progettazione e realizzazione di dispositivi biomedicali - n.d.r.) mi ha contattato su Linkedin, senza che io abbia mai mandato alcun curriculum. Ormai sono qui da 5 anni e mi trovo benissimo. Sono sempre stata appassionata di tecnologia, anche da piccola preferivo i pc alle Barbie. Il liceo scientifico mi ha dato basi molto solide e mi ha reso capace e libera di scegliere il mio futuro, poi ho deciso di laurearmi in Informatica, ma solo sul lavoro mi sono appassionata alla robotica, grazie ai colleghi e al mio capo. Sono appena entrati in produzione in un Paese europeo sei robot interamente programmati da me che fabbricano una componente automobilistica, precisamente una pompa».

I robot di Antonella Dipierro («sono tre volte più grandi di me») hanno una caratteristica speciale. «Sono un'appassionata viaggiatrice - dice - e da subito ho preso l'abitudine di dare un nome a ciascuno di loro ispirandomi ai luoghi visitati. Uno, ad esempio, si chiama Vik, una località islandese dove ho visto l'aurora boreale. Poi ci sono Oresund, il ponte che collega Copenhagen a Malmoe; Howth, paesino di pescatori irlandese, sobborgo di Dublino; Bruges, la città belga; Neals's Yard, un piccolo vicolo del Covent Garden di Londra, e Balos, la laguna tanto amata da lady D situata nella parte nord-occidentale dell'isola di Creta. Il prossimo robot? Lo chiamerò Petra, lo straordinario sito archeologico nel deserto sud occidentale della Giordania che ho visitato nella seconda metà dello scorso settembre».

Con questo spirito, cioè motivandole e facendole anche sognare, Dipierro si è occupata delle alunne degli istituti Fermi e Hack-Marconi per prepararle alla maratona del progetto Coding Girls. «Si sono allenate - spiega - in ambiente scratch, usato per portare il coding nelle scuole perché utile per la comprensione e la formazione del pensiero computazionale. Mi auguro che siano sempre di più le ragazze interessate e impegnate, anche se ancora oggi quando dico che faccio la “robottista” mi guardano in modo strano, quasi che non possa essere un lavoro per femmine. Il consiglio che ho dato alle più giovani è di osare, scegliendo anche strade non convenzionali. Le macchine non ci toglieranno il lavoro, ma ci aiuteranno. Ci liberano dai lavori più rischiosi così possiamo dedicarci a sfide più importanti. E anche a viaggiare...».

CODING GIRLS: MARATONA DI SFIDE TRA LE STUDENTESSE BARESI - Ci sono più femmine laureate rispetto ai maschi. Il gentil sesso, poi, ha la tendenza a essere più attivo e partecipativo (il 47,1% ama leggere, 21,6% va a teatro 31,4% visita musei e mostre). Sarà per questa capacità di essere maggiormente preparate e versatili che, contrastando nel tempo i pregiudizi, le donne in meno di 10 anni hanno ad esempio incrementato (dal 7,4% al 33,6%) le loro presenze nei cda delle società quotate in Borsa. Solo l’11%, però, ha cariche esecutive. Le differenze, insomma, persistono: in generale, è occupata una donna su due e il guadagno è del 20% inferiore a quello degli uomini. Secondo il Global Gender Gap Report 2018 l’Italia è al 70esimo posto su 149 Paesi per il divario tra genere. Del resto, uno sguardo al settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione conferma questa tendenza: tra gli specialisti il rapporto è 1 a 6. Così come è rilevante il divario nelle Stem (l'acronimo di Science, Technology, Engineering and Mathematics): per dirne una, nel 2018 solo 1 donna su 4 si è laureata in

Proprio con l'obiettivo di diffondere la parità di genere e accelerare il raggiungimento delle pari opportunità nel settore scientifico e tecnologico, nasce (qualche anno fa) il progetto-programma Coding Girls, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale e Missione diplomatica degli Stati Uniti in Italia, con la collaborazione di Microsoft Italia, che prevede una staffetta formativa (giunta alla sesta edizione) in 14 città italiane per valorizzare talenti e leadership femminili e appassionare alla programmazione 10.000 giovani donne di 80 scuole della Penisola, con il coinvolgimento di 13 università e 150 tutor. Il tour farà tappa per la prima volta domani a Bari, dove 120 studentesse (coinvolti l'istituto Marconi-Hack, i licei scientifici Scacchi, Fermi, Salvemini e Socrate e il liceo classico Da Vinci di Molfetta, che ha un corso a indirizzo informatico), si sfideranno in una maratona di programmazione presso l’Università degli studi «Aldo Moro».

«La Fondazione si è presentata parlando delle iniziative in atto, in particolar modo del progetto Coding girls. Sta lavorando molto nelle scuole secondarie - spiega la professoressa Claudia D'Amato, delegata del direttore del Dipartimento di Informatica dell'Uniba Donato Malerba (è previsto, nella giornata dell'hackaton, l'intervento anche di Eugenio Di Sciascio, vicesindaco del Comune di Bari e già rettore del Politecnico barese - n.d.r.) -. Siamo ovviamente contenti dello sviluppo di queste attività e, sebbene con poco tempo a disposizione, siamo riusciti a creare un gruppo di lavoro grazie alla collaborazione degli studenti universitari e dei laureati che volontariamente e con entusiasmo hanno partecipato alla formazione delle allieve, che nelle ultime settimane si sono allenate intensamente. Durante la maratona (si sfideranno squadre di studenti formate da 3-4 membri - n.d.r.), verrà dato loro un tema, rispetto al quale dovranno progettare ed elaborare soluzioni, utilizzando l'ambiente scratch e realizzando contenuti digitali. L'obiettivo è far capire che il coding è approcciabile da tutti. Ovviamente, ci auguriamo tante, tante immatricolazioni nel nuovo anno accademico».

Nel settembre del 2017 è nata l'associazione Coding Girls, fondata da 15 donne e 3 uomini, che coordina giovanissimi gruppi di lavoro al femminile (tra cui quello di Bari), organizzando incontri sul coding e sulle discipline Steam per le compagne e il territorio. Insomma, le ragazze (con la collaborazione deli uomini, ci mancherebbe) programmano il loro futuro. Secondo il recente rapporto «The future of women at work» del McKinsey Global Institute, entro il 2030 fra i 40 e i 160 milioni di donne dovranno pensare a una nuova occupazione oppure a riqualificare le proprie competenze in ambito tecnologico per non rimanere escluse definitivamente dal mondo del lavoro. Grazie all’animazione territoriale dell’associazione cresce di anno in anno la capacità del programma di fare rete e stringere alleanze con soggetti pubblici e privati.

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