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Quei ritratti dell'Emiliano «pittore»

Salti della quaglia e campagna acquisti nella campagna elettorale per Bari e per la Regione

Francesco Paolo Sisto

Francesco Paolo Sisto

Non c’è nulla di più vivo, di più eccitante per un pittore che mostrare i ritratti che ha dipinto, le persone che ha catturato sulle sue tele, come fossero straordinari trofei. Aggirarsi fra quei corpi, ammirare quelle facce, una volta vive, ora sue e soltanto sue, lo rivitalizza come un vampiro dopato dalle purpuree emoglobine degli altri. Così deve sentirsi Michele Emiliano, dopo le sue performance (battute di caccia?) nel centrodestra.

Guarda il profilo di Simeone di Cagno Abbrescia, da lui nominato presidente dell’Acquedotto, e dice all’ospite stupefatto: «Questo che vedi è stato il pupillo di Pinuccio Tatarella. Pensa: due volte sindaco di Bari del centrodestra, parlamentare berlusconiano, eppure sono riuscito a farlo mio.».

All’immancabile «oooh» del suo interlocutore, il Pittore Emiliano risponde schivo, mostrando, con orgoglio percepibile, il secondo ritratto. Un uomo scuro, dall’aspetto ferocissimo: «Questo è Massimo Cassano, rampollo di genesi democristiana, consigliere regionale e senatore fittiano, sottosegretario con Alfano, tornato da Berlusconi e ora è mio! Sono o non sono bravo?», ricordando la presidenza dell’Arpal con cui lo ha attirato nel suo studio.

Ma l’orgoglio dell’artista non si placa, la sua foga oratoria si avvia verso due immagini più piccole, su cui poggia, orgoglioso, gli occhi avidi: «Questi sono due giovani modelli recenti: Vicky De Martino, nato con Forza Italia e poi passato con Fitto e da me disegnato grazie a Schittulli (il suo ritratto l’ho messo in un’altra stanza, è un po’ démodé...); e questo, non ancora rifinito, è il bozzetto di Irma Melini, eletta con Forza Italia, nemica giurata di Antonio Decaro e della Sinistra per cinque anni, e oggi - con la tavolozza faccio miracoli! - in rampa di lancio quale mia sostenitrice!».

L’ospite è frastornato da questo Mandrake della pittura mercantile, capace di trasformare la politica, come un impianto di riciclaggio capovolto, da materia prima in rifiuto pericoloso.

Pericoloso soprattutto per noi baresi, per noi pugliesi. La campagna elettorale di Bari e quella per la Regione del 2020 sono progressivamente e inesorabilmente diventate una questione morale. La coppia di fatto Decaro-Emiliano, che simula litigi per poi viaggiare mano nella mano, va ripudiata: randomizzando i misfatti, da Cassa Prestanza (ne parlerà ancora la consigliera Melini?) alle primarie del Pd, dalle assunzioni in zona Cesarini all’Arpal alle tragedie della Sanità e della Xylella, dal waterfront di San Girolamo alla desertificazione di via Sparano, è fondamentale restituire dignità alla politica della città e della Regione, a prescindere dal colore e dall’appartenenza.

Come dimostrano i fatti e il tempo dei fatti, i due giocano con il potere e solo per il potere, portatori insani di una malattia che diventa epidemia non appena qualcuno intuisce un tornaconto, magari solo promesso. Dove sono la fede, la speranza, la carità, virtù teologali che in politica dovrebbero essere importate con gioia e trasparenza, e non solo quella dell’articolo 97 della Costituzione?

E voi della sinistra buona, i cosiddetti «mai con Cassano», che fate, assistete in silenzio, correi omissivi di queste condotte inedificanti? Continuate, imperterriti, a fiancheggiare questo scempio della cultura, della meritocrazia, della coerenza? Presenterete la vostra lista tappandovi, per il potere costituito, naso e bocca?

Che questione morale sia. Che i baresi e i pugliesi scelgano, liberamente, ma consapevoli che da chi ci amministra oggi tutto è stato travolto, con autoreferenzialità e disinvoltura. E che è necessaria una chiamata alle armi, non quelle insidiose del pittore «acquirente di anime», ma quelle leali dei patrioti senza interessi personali, per restituire a Bari e alla Puglia il maltolto di questi, lunghi, troppo lunghi, anni.

Francesco Paolo Sisto
*Deputato, Coordinatore di Forza Italia per Bari Città metropolitana

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