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Fishing for Litter

Molfetta, pescatori in prima linea contro un mare di plastica

Dieci pescherecci, quaranta componenti degli equipaggi, impegnati nel compito di raccogliere i rifiuti di plastica che finiscono nelle reti e di depositarli nelle isole ecologiche nel porto.

Molfetta, pescatori in prima linea contro un mare di plastica

MOLFETTA - La guerra alla plastica in mare comincia da Molfetta. Ieri l’assessore regionale alla Qualità dell’ambiente Gianni Stea ha consegnato al peschereccio molfettese Mizar la prima bandiera del progetto regionale «Fishing for litter», che consentirà di recuperare e poi differenziare i rifiuti raccolti in mare durante la pesca a strascico.
Si tratta del momento conclusivo di una sperimentazione partita 6 mesi fa e che ha permesso di recuperare già 2.700 chili di rifiuti in mare, quasi tutti prodotti plastici.

Visto il successo conseguito a Molfetta, l’iniziativa verrà estesa anche a Barletta, a Manfredonia e in altri porti della Puglia, così come previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto a marzo da Regione, Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, l’Ager, l’Agenzia territoriale della Regione per il servizio di gestione dei rifiuti, l’Autorità portuale del mare Adriatico meridionale, l’Arpa Puglia, l’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale.
Come funziona il progetto «Fishing for litter»? Quando ritirano le reti della pesca a strascico, i pescatori recuperano insieme al pesce chili e chili di materiale estraneo, prevalentemente rifiuti che, classificati come rifiuti speciali, una volta a terra, richiedono procedure di smaltimento specifiche e piuttosto costose.
Accadeva così che buona parte di questo rifiuto pescato e già differenziato veniva rigettato in mare. Grazie a «Fishing for litter», invece, sarà possibile conferire il rifiuto raccolto in mare nei cassonetti dell’isola ecologica allestita nei porti. Di qui, il rifiuto sarà destinato al corretto smaltimento.
La sperimentazione molfettese è partita grazie alla disponibilità e al lavoro di 10 pescherecci e di una quarantina di addetti. Collaborano l’associazione di categoria Assopesca e l’Asm, l’Azienda servizi municipalizzati Molfetta, che provvede alla gestione dell’isola ecologica e al trattamento successivo dei rifiuti.

«Abbiamo voluto rendere protagonisti - dice l’assessore Stea, durante al cerimonia di consegna delle bandiere - i pescatori, che sono i veri custodi del mare. Grazie al loro lavoro e alla collaborazione di diversi soggetti istituzionali, abbiamo dato il via a questo progetto sperimentale che ci permetterà di ripulire il nostro mare dai rifiuti. Rivendichiamo con orgoglio il primato della Regione Puglia nella tutela dell’ambiente, nella speranza di consegnare ancora tante bandiere, in tanti altri porti della nostra regione», ha aggiunto Stea.
«Il nostro mare è un bene importante, non solo dal punto di vista ambientale ma anche dal punto di vista economico - ha ricordato il sindaco Tommaso Minervini -. Ecco perchè i pescatori, per primi, devono imparare a custodirlo. La bonifica dai rifiuti va di pari passo con l’importante opera di bonifica degli ordigni bellici che questa amministrazione sta portando avanti», rimarca il primo cittadino di Molfetta.
Osserva Francesco Tarantini, presidente regionale di Legambiente, che supporta il progetto: «Il settore della pesca, minacciato purtroppo dal proliferare dei rifiuti, costituisce una risorsa fondamentale per la tutela del mare e dell’ambiente. Con questo progetto, nato dalla capacità di fare rete, permettiamo ai pescatori di riportare a terra i rifiuti rimossi dai fondali marini, attività vietata in Italia dalle normative vigenti. Serve approvare una legge che consenta ai pescatori di dare continuità alle attività di raccolta e corretto smaltimento dei rifiuti, evitando il rischio di sanzioni».

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