Mercoledì 21 Novembre 2018 | 00:36

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emergenza roghi

Terra dei fuochi anche a Bari: in prima linea i comitati e le associazioni

Venerdì a Carbonara l’incontro promosso da «Cittadini primi» sugli incendi in periferia

Terra dei fuochi, in prima linea i comitati e le associazioni

BARI - Da quando le guardie ambientali hanno cominciato a pattugliare le campagne di Santa Rita, i «piromani per mestiere» sono migrati nella zona nuova di Ceglie e nei terreni a confine con Valenzano. Ma a bruciare è tutta la periferia, da nord a sud. Ogni giorno un rogo. Qualche volta, se il vento spira dalla parte giusta, anche più d’uno. Spesso non si tratta di stoppie, ma di rifiuti incendiati che rendono l’aria irrespirabile.

Dalla protesta questa volta però si passa all'azione. «Vogliamo coinvolgere tutti i comitati di quartiere che sono nati in forma spontanea, con l'obiettivo di accendere i riflettori su quella che continua a essere una emergenza per l'intera città. Vogliamo che venga sottoscritto un protocollo d'intesa con le istituzioni e con le forze dell'ordine affinché questa rete di “sentinelle” abbia interlocutori certi. Vogliamo continuare a offrire il nostro contributo nella battaglia in difesa del territorio, senza più improvvisazione». Silvana Natola, che di professione fa l'avvocato, è la presidente di «Cittadini primi», l'associazione culturale nata a luglio scorso per portare avanti le idee di una nuova generazione di cittadini attivi che vogliono prendersi cura del bene comune. «Cittadini primi» venerdì sera, alle 18 nell'aula magna dell'istituto tecnico Calamandrei di Carbonara, ha organizzato un incontro sul problema dei roghi. Chiunque può partecipare e l'invito è già stato rivolto ad Antonio Decaro e al comandante della polizia locale, Michele Palumbo.

«L'abbandono della spazzatura e i roghi illegali – dice Silvana Natola – espongono a serio rischio la salute di tutti. Una minaccia per i residenti di Santa Rita, Carbonara, Ceglie, Loseto, Japigia, Sant'Anna, Mungivacca, Santa Fara. Le segnalazioni che riceviamo dagli abitanti di queste aree sono quotidiane. Il Comune ha predisposto controlli aerei con i droni, ha piazzato le fototrappole sui siti sensibili, il Municipio IV ha fatto un bando, vinto dai Rangers, per controllare la “zona rossa”».
Qualche risultato è stato ottenuto: un mese e mezzo fa è stata sequestrata un’area di 350 metri quadrati e un trattore agricolo con un rimorchio, e tre persone che stavano scaricando rifiuti per poi darli alle fiamme sono state denunciate all’autorità giudiziaria per i reati ambientali di discarica abusiva e combustione illecita di rifiuti non pericolosi, nello specifico scarti di vegetazione e residui di potature, forse prelevate da qualche vivaio abusivo.

Le colonne di fumo che si levano da più parti spesso però appestano l'aria e creano problemi respiratori agli abitanti. Disponibili ad andare in soccorso alle forze dell'ordine. «Conosciamo orari, luoghi e modalità di ciò che accade – continua la presidente di “Cittadini primi” - per questo le nostre denunce sono fondamentali in una guerra senza confini. Il sapere di noi residenti può essere un utile aiuto per le guardie ambientali e per i vigili urbani. Vogliamo costruire un sistema integrato, insieme agli altri comitati come quello molto attivo di Japigia, perché crediamo nella sinergia e nel fatto che il bene comune sia un interesse trasversale. Vogliamo sentirci responsabili e provare a diventare una pluralità di uomini e donne che ascolta, elabora proposte e agisce negli spazi del cambiamento».

Si parte dal richiamare l'attenzione sulla terra dei fuochi. Quando una nuvola nera si leva verso il cielo, scattano gli appostamenti e le fotografie inviate alla polizia locale oppure pubblicate sui social. La finalità di chi vive in periferia coincide con quella del sindaco: individuare i responsabili dei roghi e consegnarli alla giustizia. Decaro più volte ha ribadito: «Sono convinto che i clan criminali di quel territorio hanno costruito un commercio intorno alle discariche abusive. Nella zona di Ceglie, Santa Rita e Loseto ci sono delle piattaforme per lo smaltimento illecito dei rifiuti. C’è il rischio che l’immondizia di ogni tipo data alle fiamme, incluse le gomme dei veicoli o i cavi elettrici, trasformi quei rioni in una zona dei fumi inquinanti. Quando vengono bruciati pneumatici, tubi, carcasse di scooter, tubi per ricavare rame e acciaio da rivendere sul mercato nero, ci troviamo di fronte a un’attività lucrosa illegale».

Nel Municipio IV sono in azione le ronde dei Rangers, che hanno vinto un bando pubblico, per monitorare il territorio disseminato di campi incolti, i cui proprietari non effettuano la manutenzione e la bonifica. Questi suoli diventano così aree bersaglio per le imprese di ristrutturazioni edili, per chi svuota i depositi delle aziende, per le ditte che effettuano i traslochi, per gli sfasciacarrozze e per i meccanici: per non pagare lo smaltimento dei materiali di risulta, queste persone non si fanno scrupoli di buttarli nei campi per poi appiccare il fuoco, creando problemi di inquinamento e disastri ambientali.
L'associazione «Cittadini primi» lancia la mobilitazione dal basso a tutela di una migliore qualità della vita.

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