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LA SERIE B

Polito aspetta il Bari, contratto e nuovo budget

Polito aspetta il Bari, contratto e nuovo budget

Il direttore sportivo del Bari Ciro Polito

L’uomo mercato è figura imprescindibile: il dirigente biancorosso firma fino al 2025?

23 Maggio 2022

Antonello Raimondo

BARI - Tutto lasciava intendere che il rinnovo del contratto del direttore sportivo del Bari, Ciro Polito, sarebbe stato un passaggio abbastanza rapido. Dal giorno della promozione in B, datata 3 aprile, è trascorsa una cinquantina di giorni. E non c’è ancora l’annuncio ufficiale. Problemi in vista? No. Non ci sono elementi per mettere in discussione un «matrimonio» che ha portato in dote tantissime cose positive. Da un lato la società, che non ha mai disconosciuto gli enormi meriti del dirigente napoletano. Sul piano del mercato e, soprattutto, su quello della gestione dello spogliatoio. Un gigante, nel vero senso della parola. Dall’altro, la volontà dello stesso Polito di proseguire l’esperienza barese forte di un entusiasmo che non accenna ad attenuarsi e del profondo rapporto di stima che la tifoseria biancorossa nutre nei suoi riguardi. Il «sì» arriverà, insomma. Con la probabilità che ci sia da discutere qualcosina, perché no?. Magari sulla durata del vincolo. Balla un anno, pare. De Laurentiis avrebbe pensato a una scadenza nel 2024 mentre il diesse gradirebbe legarsi al Bari fino a giugno del 2025.

De Laurentiis, già. È uomo troppo intelligente per non sapere che Polito, nella costruzione del nuovo progetto, è pedina imprescindibile. Possono cambiare tante cose, anche immaginare una mezza rivoluzione tecnica. Ma non lui. Senza lui, diciamolo senza giri di parole, sarebbe un fallimento sul piano comunicativo. La città non capirebbe. E, all’indomani di una festa lunga e intensa dopo anni di schiaffi e delusioni, diventerebbe un problema enorme. Polito va accontentato, punto e basta. A costo di mettere in conto qualche sacrificio economico. Le cronache raccontano di un appuntamento saltato, il 4 maggio. Polito aspetta un cenno, poi siederà al tavolo con il patron Luigi De Laurentiis e verranno fissati i punti fermi della prossima stagione. A cominciare dal suo contratto. Ogni giorno potrebbe essere quello buono. Non è tardi, certo. Diciamo, però, che è arrivato il momento giusto per mettere nero su bianco e consentire al direttore sportivo di mettersi al lavoro. E sì, l’incontro con De Laurentiis servirà anche per fissare i paletti sul mercato. Il budget di spesa lo stabilisce il club. E dal quantum dipendono programmi e, soprattutto obiettivi.

Quanto denaro verrà messo a disposizione di Polito? Per coniugare il verbo dell’ambizione diciamo che andranno messi in preventivo non meno di 15 milioni di euro, considerando che per vincere la C ne sono stati «bruciati» 10. La B è un altro mondo, come è stato chiarissimo in questa stagione che volge al termine con gli atti finali dei playoff (la questione salvezza ha decretato la retrocessione del Vicenza per mano del Cosenza). Per De Laurentiis non è facile stare sul ponte di comando in un momento così incerto. La questione della doppia proprietà, delicatissima, rischia di condizionare scelte e strategie. Il 30 maggio potrebbe essere ufficializzata la data dell’udienza in cui verrà discusso, in appello, il ricorso della Filmauro, proprietaria del Napoli e del Bari. Attorno al 10 giugno, probabilmente. Speranze? Non molte, in verità. Anche se la famiglia De Laurentiis ha messo in campo uno staff di professionisti di primo livello, con in testa l’avvocato Mattia Grassani, un’eccellenza in materia di diritto sportivo.

Il Bari batterà tutte le strade possibili pur di ottenere ciò che ha messo nero su bianco nel ricorso: e cioè ottenere una dilazione di tempo rispetto al termine fissato dalla norma, ovvero il 30 giugno del 2024. Per evitare che la fretta di vendere possa danneggiare la vita sportiva di un club prestigioso come il Bari. Si andrà a cercare fortuna anche nelle aule dei tribunali in cui si parla di giustizia ordinaria. Ricordando, però, che non si potranno cambiare le sentenze sportive nel merito. Una eventuale riconoscimento potrebbe portare esclusivamente a un’azione risarcitoria. Nulla a che fare con il cuore del problema. Il Bari, insomma, resta tra due fuochi. Da un lato l’ambizione e dell’altra il cartello «vendesi». Un bel pasticcio, poco da fare.

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