Martedì 26 Marzo 2019 | 10:56

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Ma persino su Internet la morte non è virtuale

di Vittorio Catani
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In un mondo che cambia in maniera vertiginosa, c’è poco da meravigliarsi se si aggiorna tecnologicamente anche il modo di rammemorare e onorare i nostri cari defunti. Che poi il mutamento sia davvero migliorativo è da vedere, anche se difficilmente si torna indietro. Dall’Australia ci giunge notizia di un nuovo sito di «comunicazione sociale» finalizzato – si potrebbe dire – a restare in contatto con i vivi anche dall’oltretomba. In sostanza questo sito permette, a chi voglia attrezzarsi per il passo estremo, di caricarlo in anteprima con foto, messaggi, diari, pensieri, video, immagini: preparare fin da ora cosa l’autore vorrà che venga detto ed esibito allorché egli sarà scomparso. Una sorta di versione Facebook per defunti, che si chiama FromBeyond2u.com, («dall’aldilà a te»). Creatore del sito è un imprenditore di Canberra, Peter Ingham, per il quale «lo scopo è mantenere il contatto con le persone a noi più vicine». Ingham ha dichiarato di essere rimasto molto colpito dalle sofferenze della moglie, cui erano morte numerose persone care. Ha così pensato a «un archivio di ricordi dal primo giorno di scuola alle ore trascorse con i figli». Ha spiegato: «I ricordi possono essere continuamente caricati sul sito. E si possono anche riparare vecchi torti, se ce n’è bisogno». Infatti è possibile lasciare anche mail da spedire «dopo». Come pure, la persona può preparare il proprio elogio funebre, anzi può registrare egli stesso un messaggio multimediale per la futura circostanza. Che vi fosse in Internet questa sorta di cimiteri virtuali non è certo notizia nuovissima: i primi, inizialmente molto rari, spuntarono poco dopo l’avvio di una diffusione capillare della Rete. Oggi assistiamo al perfezionamento dell’idea e a un suo vero exploit in varie diramazioni. Possiamo infatti trovarne una versione nello stesso Facebook, l’ormai notissimo e chiacchierato social network (300 milioni di utenti nel mondo, allo scorso settembre), fondato pochi anni fa (2004) da uno studente diciannovenne di Harvard, Mark Zuckerberg, ora puntualmente presente nelle liste annuali dei ricchi del pianeta. In Facebook sono moltissime le pagine dedicate ai defunti. Così come innumerevoli sono anche i blog dedicati persone scomparse. E in Italia? Da metà ottobre esiste una sorta di risposta nazionale al fenomeno: si chiama Funeras, e l’obiettivo è diventare il punto di riferimento divulgativo di tutti gli eventi funebri. Basta collegarsi all’indirizzo www.funeras.it per trovarvi foto, ricorrenze, ringraziamenti. Tutti potranno essere informati dell’accaduto, anche chi vive all’altro capo del mondo o chi abbia perso i contatti personali da anni. Il funzionamento è semplicissimo: la ditta titolare del sito inserisce il necrologio e crea una pagina che verrà gestita direttamente dalle persone di famiglia. Ovviamente vi si possono segnalare anche data e luogo della funzione funebre; le lapidi possono essere raccolte in un cimitero virtuale. Su Funeras.it le epigrafi sono ordinate cronologicamente: non contano fama o ricchezza, realmente qui tutti i morti sono uguali. Negli Stati Uniti, che ovviamente ci hanno preceduto di un bel po’, i siti specializzati più noti sono www.tributes.com e www.obituaries.com, entrambi online da un decennio. Le due ditte si differenziano: mentre la prima è una specie di enciclopedia interattiva e multimediale contenente le biografie dei trapassati, con tutto quanto concerne, la seconda è anche un notiziario che permette di conoscere in tempo reale tutti i necrologi pubblicati negli Usa sulla carta stampata. Gli utenti sarebbero, per entrambi, circa diecimila al mese: cifre non comparabili con i 300 milioni di Facebook, ma va considerato che i due siti riguardano solo decessi, e unicamente quelli avvenuti negli Usa. In Europa più di centomila sono le tombe virtuali caricate sul sito tedesco www.emorial.de, attivo da tre anni. Qui, davvero non ci sarà mai carenza di loculi. È sufficiente registrarsi e inserire i dati della persona scomparsa, e con un modesto contributo (19 euro) si può ottenere ulteriore spazio per inserire foto, video nonché un indirizzo web personalizzato. E tuttavia il primato europeo tocca – sorpresa – all’Alto Adige. Con lo slogan «Un pensiero per l’eternità», a Bolzano già dall’estate 2006 si creano spazi del genere in rete: l’indirizzo del sito si richiama alla frase latina Requiescat in pace; con una spesa di 20 euro, oltre al necrologio si potrà pubblicare «un pensiero per un caro estinto» e ricevere una e-mail che ricorderà l’anniversario del triste evento. Ma va ricordato che un servizio simile veniva proposto già nel 2002 da una società di Milano. Forse perché troppo aventi per il suo tempo, l’iniziativa oggi non c’è più (segno, evidentemente, che neanche un «aldilà informatico» può essere eterno). Ad ogni modo, oggi in Italia abbiamo numerosi esempi. Tra i maggiori, «Il cimitero Nazionale – Cimitero virtuale», che registra sulla home page la frase: «Ricordiamo le persone care con un fiore e un pensiero». Fra i servizi offerti, la visualizzazione dei necrologi, la possibilità di inviare gratis messaggi di cordoglio, facilitare la ricerca delle ditte cittadine di onoranze funebri. Una funzione più specifica, in questo ambito, rivestono i siti web dei cimiteri comunali «reali». L’obiettivo è digitalizzare il luogo costruendo un database che censisca tutti i defunti del camposanto, creando quindi un sito che consenta di effettuare ricerche, il che può essere utilissimo per scoprire l’ubicazione precisa della tomba che si cerca. Particolare è il sito-vetrina del cimitero di Boville Ernica in provincia di Frosinone (http://www.ciol.it/bovilleernica/index.php): oltre a riportare aggiornati dati numerici dei sepolti, c’è la possibilità di depositare fiori (virtuali) sulle «lapidi», inserire foto, accendere «candele» e molto altro. Nonostante tutto, siamo ancora ai primordi del fenomeno: sicuramente nel tempo esso si evolverà, arricchirà, diventerà più sofisticato e magari cresceranno anche i costi. Dunque: una moda frivola che mal si sposa con l’idea sacrale del «caro estinto» che da sempre conosciamo? O una trovata semplice ma geniale che può rendere tutti noi più vicini a chi non c’è più, specie in una società che non ci lascia il tempo di visitare spesso un lontano cimitero? A cosa potrebbe portare un hackeraggio che bersagli cyber-lapidi? È più prossimo a noi il caro estinto sullo schermo, o quello sepolto – ormai cenere – ai lontani margini della città, o in un altro continente? Girando in rete troviamo, fra mille altri, questo commento anonimo su un blog (palermo.blogsicilia.it/): «Non ho voglia di avere una lapide piena di foto e contenuti su Facebook. Non ho alcun desiderio di un tumulo multimediale. Perché nemmeno questo è garanzia di un ricordo. Passato il dolore del momento per la grave perdita, anche gli accessi e i “post” su quella pagina cesseranno. Preferisco l’odore dei cipressi e dei fiori di un silenzioso camposanto, al cimitero online. E non so con certezza quale dei due luoghi di morte sia più doloroso».

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