Domenica 07 Marzo 2021 | 01:39

NEWS DALLA SEZIONE

Il commento
Non basta più cambiare colori, ora serve cambiare vita

Non basta più cambiare colori, ora serve cambiare vita

 
Editoriale
Il taglio dei parlamentari all’origine delle liti interne

Il taglio dei parlamentari all’origine delle liti interne

 
Il commento
Inaccettabile l’esclusione del Sud dal clou del Recovery

Inaccettabile l’esclusione del Sud dal clou del Recovery

 
Il commento
«Lamerica» 30 anni fa, eppure oggi non sarebbe meglio

«Lamerica» 30 anni fa, eppure oggi non sarebbe meglio

 
30 anni fa
Puglia, Italia: che bella storia le porte aperte agli albanesi

Puglia, Italia: che bella storia le porte aperte agli albanesi

 
Il commento
Sanremo, ci vorrebbe un colpo d’ala

Sanremo, ci vorrebbe un colpo d’ala

 
L'analisi
La voglia matta di incasellare il premier

La voglia matta di incasellare il premier

 
L'editoriale
Draghi-style per azzannare il virus della crisi

Draghi-style per azzannare il virus della crisi

 
Il commento
Quel filo rosso dalla Pausini al servizio di leva di Fiorello

Quel filo rosso dalla Pausini al servizio di leva di Fiorello

 
L'analisi
Tutelare i giornali per tutelare la democrazia

Tutelare i giornali per tutelare la democrazia

 
La riflessione
Le polemiche e il lavoro a tempo di record

Le polemiche e il lavoro a tempo di record

 

Il Biancorosso

Serie C
Alla vigilia di bari-Potenza, mister Carrera: «Non sottovaluto i lucani»

Alla vigilia di Bari-Potenza, mister Carrera: «Non sottovaluto i lucani»

 

NEWS DALLE PROVINCE

BariIl caso
Bari, bimbo di 18 mesi muore investito dall'auto del padre durante manovra

Bari, bimbo di 18 mesi muore investito dall'auto del padre durante manovra

 
Battutela ambiente
Bisceglie, opere abusive in due nuovi stabilimenti balneari: sequestrata area di 3mila mq

Bisceglie, opere abusive in due nuovi lidi: sequestrata area di 3mila mq

 
GdM.TVTragedia sfiorata
Potenza, terreno frana sulla Sp 32 riaperta da pochi giorni: disagi per gli automobilisti

Potenza, terreno frana sulla Sp 32 riaperta da pochi giorni: disagi per gli automobilisti

 
Foggianel foggiano
Coronavirus, assembramenti sul Gargano: multati 28 giovani

Coronavirus, assembramenti sul Gargano: multati 28 giovani

 
LecceDia
Lecce, droga dall'Albania da spacciare in tutta Italia: sequestrati beni per 900mila euro e 50kg di sostanze

Lecce, droga dall'Albania da spacciare in tutta Italia: sequestrati beni per 900mila euro e 50kg di sostanze

 
TarantoLa storia
Martina Franca, Graziana e il Covid sconfitto: «La malattia ci invita a riflettere»

Martina Franca, Graziana e il Covid sconfitto: «La malattia ci invita a riflettere»

 
Brindisiil blitz
Brindisi, riciclaggio e appropriazione indebita: 10 arresti all'alba

Ostuni, scacco a clan per riciclaggio e appropriazione indebita: 9 ordinanze Vd

 
MateraIl caso
Migranti, nel Materano al via progetti per accoglienza lavoratori

Migranti, nel Materano al via progetti per accoglienza lavoratori

 

i più letti

L'editoriale

Distinzione pubblico-privato per fare luce a Mezzogiorno

Padoan: fiducia per crescere ma il governo ha isolato l'Italia

Sosteneva la buonanima di Giovanni Falcone (1939-1992) che, essendo la maggior fabbrica di «lavoro» dell’Isola, la Regione Sicilia aveva il dovere di fare buona economia. Pia illusione, come, in cuor suo, sapeva lo stesso Falcone, sul cui volto si leggevano il disincanto e l’amarezza per le molteplici delusioni patite. Per produrre buona economia, la Regione Sicilia - ma il discorso vale per tutte le altre regioni italiane - avrebbe dovuto fare una cosa sola: rendere autonomo il settore privato, non legarlo a sé.

Invece, se c’è un virus che, come il Covid, ammorba il Belpaese, e il Sud in particolare, questo va cercato nella presenza incombente del pubblico negli affari privati (e viceversa). Risultato: non si capisce nulla.

Anzi: si capisce tutto. Il potere politico vuole stabilire chi vince e chi perde nella gara tra gli operatori economici. I potentati privati, ammanigliati con la politica, cercano di ricavare rendite monopolistiche e privilegi dalla contiguità col potere pubblico. Altro che omaggio, inno alla concorrenza, come ha esortato a fare Mario Draghi nel debutto in Aula come presidente del Consiglio. La classe politica, specie a livello regionale, ragiona quasi sempre per cooptazione e affiliazione degli amici degli amici, con buona pace di tutti i propositi di trasparenza e moralità gestionale.

Ma anche a livello centrale, lo stato centralizzatore tende a suonare la medesima musica, fino al punto da trasformare la cosiddetta politica industriale nella parodia di se stessa. In soldoni: chi sostiene le campagne elettorale, è premiato dagli incentivi; chi non paga, si arrangi come può. Altro che per politica per l’industria, come pure sarebbe più corretto dire e attendersi. Di solito prevale la politica per la politica.

La montagna di euro che sta per riverarsi sullo stato e sulle regioni italiane a mo’ di risarcimento per il disastro economico provocato dalla pandemia, potrebbe costituire nello stesso tempo una benedizione o una maledizione.

Sarà una benedizione se i soldi dell’Europa verranno utilizzati presto e bene, per finalità infrastrutturali al di sopra di ogni sospetto. Sarà una maledizione se i soldi saranno impiegati tardi e male, per obiettivi al di sotto di ogni sospetto e per arricchire vassalli, valvassori e valvassini, ossia gli archetipi di una società feudale, per certi versi, non ancora estinta, anzi, talora, resuscitata come Lazzaro.

Purtroppo la classe politica meridionale (e nazionale), salvo poche eccezioni, non offre le migliori garanzie. Antepone il proprio potere a tutto il resto, in ciò incitata anche da quella Razza Padrona, sovente Predona, che per parafrasare un detto dell’economista comasco Giuseppe De Welz (1774-1841), possiede un’opinione troppo alta delle proprie capacità (addirittura! ndr) per desiderare di imparare e di cambiare.

Anche per questa tipologia imprenditoriale il Potere è tutto, più del Profitto e della crescita aziendale (diciamo). E, si sa, i popoli che si fanno deboli nei pensieri, si fanno piccoli nelle opere, ammoniva un altro economista lombardo, Carlo Cattaneo (1801-1869).

La Puglia è di sicuro una terra ad alta vocazione imprenditoriale (genetica e ambientale). Basti pensare che nelle vene del secondo uomo più ricco del Belpaese, Leonardo Del Vecchio, scorre sangue tranese. I baresi, poi, somigliano molto a Ulisse, il personaggio letterario più intraprendente e levantino di tutti i tempi.

Ma cotanto dinamismo si scontra con la voglia matta del Potere di legare a sé il privato, asservendolo vita natural durante. Ovviamente gli spiriti liberi resistono o cercano di resistere al pressing esercitato dall’alto, mentre gli spiriti servili non vedono l’ora di accasarsi con la Razza Potentona di turno. E la spirale continua.

Diciamolo. Solo nella fase guidata da Aldo Moro (1916-1978) si registrò in Puglia un rapporto (più) istituzionale tra classe imprenditoriale e classe politica. Moro cercò di rendere autonomo il sistema imprenditoriale e di aiutarlo a crescere grazie ai suoi contatti con il resto del mondo. Finita, tragicamente, la vicenda umana di Moro, la Puglia delle imprese ha ripreso a soffrire nel rapporto con il Potere politico. L’appartenenza (quella giusta, of course ) ha sempre di più rappresentato il biglietto da visita richiesto, con tanti saluti al doveroso distacco tra politica e affari.

Il che ha generato una grave compromissione di ruoli, roba che sta al nitore democratico come Rocco Siffredi sta alla castità. Morale? Alcuni politici ragionano e si comportano da imprenditori. Alcuni imprenditori (o sedicenti tali) ragionano e si comportano da politici. E quando queste attività si compenetrano o si confondono, si realizza la sublimazione dell’opacità istituzionale.

Draghi non poteva dire di meglio, con la sua proverbiale laconicità. A cosa serve sognare nel Sud grandi opere e scrivere grandi progetti se la legalità si trasforma in optional?

Ecco perchè quella del Recovery si annuncia come la madre di tutte le battaglie per sottrarre il Paese e il Sud al gioco e al giogo dei loro numerosi conflitti di interesse. I programmi di sostegno pubblico possono salvare una nazione, ma possono anche contribuire a devastarla. Dipende da come vengono progettati, realizzati e utilizzati. Il Piano Marshall del secondo dopoguerra fu una fortuna per l’Italia e l’Europa.

Invece, il Piano di ricostruzione del Sud Italia dopo il terremoto del 1980 fu una iattura: non solo si trasformò in un pozzo di San Patrizio per le casse pubbliche, ma generò un ceto politico e un giro di malloppisti più famelici di due branchi di leoni digiuni da mesi. La camorra si fece «imprenditrice» innalzando il proprio tasso di crudeltà e occupando, non solo militarmente, ma anche politicamente ed economicamente, i comuni della Campania per poi estendere i suoi tentacoli in Puglia, attraverso l’ingaggio di gentiluomini (sic) che successivamente daranno vita alla spietata Società foggiana e all’altrettanto terribile Sacra Corona Unita salentina.

I clan hanno messo nel mirino da tempo i fondi europei, come denunciano i magistrati più attenti e coraggiosi. Ragion per cui è fondamentale che la classe politica regionale e nazionale aiuti con le regole, poche, semplici e chiare, e con progetti infrastrutturali decisivi (fibra ottica in primis) l’imprenditoria migliore, quella più autonoma ed efficiente, in modo da recidere sul nascere le radici dell’imprenditoria peggiore, ossia dei legionari dell’illegalità.

Preoccupazioni esagerate? Macché. Quelli che si ispirano Falcone e Borsellino stanno ancora aspettando le risposte ai problemi da loro sollevati, non solo in Sicilia.
Giuseppe De Tomaso
detomaso@gazzettamezzogiorno.it



Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie