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L'ANALISI

L’utopia Europa? Tutto merito dei mercanti

Ci vuole la grande Europa per sopravvivere al virus

Sono tanti coloro a cui questa pace e questo mercato unico e questa libertà di circolazione proprio non vanno. È questa moneta unica è proprio indigesta

05 Ottobre 2020

Umberto Sulpasso

Da quando è crollato l’impero di Roma i popoli del territorio geograficamente identificato come Europa sono sempre stati in guerra. Dal Nord, Pitti, Caledoni e Sassoni. Dall’Est Frisi, Alemanni, (lontani parenti dell’ex sindaco di Roma?), Burgundi (si sono riscattati con ottimo vino), Vandali, Goti, Visigoti, Sciti, Longobardi, Veneti, Eruli, Unni, eccetera. Poi naturalmente dal Sud Saraceni eccetera. Come se i cosiddetti barbari non bastassero ci si misero le fazioni cristiane. Guerre di ottant’anni. Quelle più modeste di soli 30 anni. Arricchite da piccoli conflitti di paese. Sempre in nome dei Santi, naturaliter. La strage di San Valentino, quella di San Bartolomeo, e per la parità di genere, quella di Sant’Anna. Per vari secoli morti di guerre ce ne furono parecchi, ma non si arrivò ai veri grandi numeri fino a quando non nacquero la Nazioni, quelle entità che i sovranisti vorrebbero giustamente (si fa per dire) ricreare. E per forza. Quelle sì che erano guerre! I morti della Prima guerra mondiale furono 22 milioni. L’Italia sovranista diede il suo bel contributo con 3 milioni.

Ma nei 30 anni successivi gli Stati sovranisti si attrezzarono meglio. Nella Seconda guerra mondiale la performance degli Stati sovranisti raggiunse i 54 milioni di morti, a cui i civili dettero un ragguardevole contributo, 30 milioni circa. Insomma i civili vollero dire la loro.

Naturalmente i neosovranisti rimpiangono tutto questo. E soprattutto lamentano il fatto che per la prima volta dal 476 dopo Cristo, anno in cui Odoacre depose l’ultimo imperatore (?) dall’improvvido nome di Romolo Augusto, poi per fortuna retrocesso ad Augustolo, al 1945, nell’Espressione geografica chiamata Europa (come un moderno Klemens von Metternich sovranista amerebbe dire) non ci sono state né guerre né stragi né notti di San Bartolomeo, e invece quando è scoppiato il Covid la Bce ha stanziato soldi per tutti.

Ci mancano le guerre? 75 anni di pace sono troppi? Non c’è sovranista che non lo pensi. Come è potuto accadere che popoli interi avvezzi a scannarsi si siano baloccati con la pace per tanti anni? Semplice, la guerra fredda li ha bloccati. Le truppe americane in Europa lo hanno impedito. I missili americani sul territorio lo hanno vietato.

Ora in questa pax da guerra fredda, che solo Augusto (quello originale, Ottaviano) riuscì con i suoi successori a farne una più lunga, s’è verificato un evento di portata incredibile che gli storici non economisti non apprezzano. In uno spazio di 2.500.000 km quadrati e per 340 milioni di abitanti, per la prima volta dalla caduta del sesterzio, c’è una sola moneta. Per inciso nello stesso periodo si sono ridotte le barriere doganali interne, e le genti (oltre alle merci) hanno preso a circolare liberamente.
Ora non c’è dubbio che 75 anni senza guerre sia fatto grave (!). Ma merci e persone che girino liberamente, mannaggia!!! È gravissimo. Naturalmente sono tanti coloro a cui questa pace e questo mercato unico e questa libertà di circolazione proprio non vanno. È questa moneta unica è proprio indigesta. Come attaccare tutto ciò? Semplice con l’Utopia Europa tradita. E sfortunatamente è un tranello in cui cadono anche, in buona fede, molti filosofi non economisti.

E così mentre nel Sud America sognano di avere una moneta unica, la Russia che ce l’ha a livello internazionale è come se non l’avesse, la Cina pur di vederla apprezzare ci prova anche con la moneta digitale, noi che abbiamo fatto il miracolo di crearne una, ce ne lamentiamo. È una Europa di mercanti? E come si spiega che quei mercanti regalino 390 miliardi a paesi in difficoltà Covid?

Utopia federalista tradita? I politici, con esclusione di rare eccezioni, De Gasperi, Schumann, Mitterrand, Kohl, e oggi la grandissima Merkel, non hanno fatto per l’unificazione europea nulla che possa lontanamente essere comparato alla nascita di un mercato senza barriere e di una moneta unica. Eccezione la Merkel che ha ospitato immigrati e gli ha dato educazione e lingua. Utopia Europa? Sono i mercanti che la stanno realizzando. Lo sanno i conservatori americani, che sostengono il Brexit, quelli russi, che amano la LePen e si dice Salvini: quell’euro s’ha da sfasciare.

Naturalmente sbilanci fra Stato e Stato, fra Nazione e Nazione ci sono. Ma non sono colpe dei «mercanti» ma dei politici. Il nostro premier, che ha tanti meriti, su questo particolare aspetto sta sbagliando. C’è una sola e unica strategia di politica economica che può salvare l’Italia dalla conseguenze negative della grande abbuffata di Euro in regalo e in prestito: ed è la nascita di una grande industria del sapere che aiuti l’intera nazione a rinnovarsi.

Occupazione, giovani, nuovo lavoro. Slogan ripetuti da tutti i politici sono senza senso se non attualizzati alla sfida sapere. Banche e aziende del Sud dovrebbero lanciare un grande convegno per candidarsi a gestire i recovery funds per l’industria del sapere. Possibile che non c’è nessuno nel Sud, nessuna banca, nessun gruppo di imprese che osino tanto?
Comunque con buona pace dei sovranisti, l’Utopia Europa è stata realizzata per 75 anni di pace dalla Cold war, e ora da una stupefacente moneta unica per 340 milioni di individui sempre in guerra fra loro per gli ultimi 1.500 anni di storia. Scusate se è poco.

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