Giovedì 25 Aprile 2019 | 13:51

NEWS DALLA SEZIONE

L'analisi
Ma a crescere è sempre il debito pubblico

Ma a crescere è sempre il debito pubblico

 
Il fondo
Se Lino Banfi spinge Canosa verso il patrimonio Unesco

Se Lino Banfi spinge Canosa verso il patrimonio Unesco

 
La riflessione
Torna anche quest’anno la resistenza sul 25 aprile

Torna anche quest’anno la resistenza sul 25 aprile

 
L'analisi
Il Colle, vera posta in gioco in caso di voto anticipato

Il Colle, vera posta in gioco in caso di voto anticipato

 
Il punto
Dove «stanno» i teatri attorno cresce la bellezza

Dove «stanno» i teatri attorno cresce la bellezza

 
L'editoriale
Il fantasma dell'Europa nella vigilia elettorale

Il fantasma dell'Europa nella vigilia elettorale

 
L'opinione
Cari giovani, caricatevi quest'Italia sulle spalle

Cari giovani, caricatevi quest'Italia sulle spalle

 
L'analisi
E a Pasqua si scopre il delitto contro il Sud

E a Pasqua si scopre il delitto contro il Sud

 
L'analisi
Nord, Sud e Centro l’orgia del potere

Nord, Sud e Centro l’orgia del potere

 
Consigli di lettura
Pulce, che favola di bambina!

Pulce, che favola di bambina!

 
L'analisi
Ma dopo Parigi non si può bestemmiare in cattedrale

Ma dopo Parigi non si può bestemmiare in cattedrale

 

Il Biancorosso

L'ALLENATORE
"La vittoria più bella? Quella ad Acireale"Cornacchini: "Le difficoltà ci saranno sempre"

"La vittoria più bella? Quella ad Acireale"
Cornacchini: "Le difficoltà ci saranno sempre"

 

NEWS DALLE PROVINCE

LecceIslam e politica
«Musulmani schierati a sinistra? Un errore: sono identitari e sovranisti»

«Musulmani schierati a sinistra? Un errore: sono identitari e sovranisti»

 
FoggiaOperazione dei Cc
Cagnano Varano, pistola e cartucce in masserie e droga: tre arresti

Cagnano Varano, pistola e cartucce in masserie e droga: tre arresti

 
BrindisiDai Carabinieri
Ricatti a luci rosse e truffe on line su cuccioli: denunciato nel Brindisino

Ricatti a luci rosse e truffe on line su cuccioli: denunciato nel Brindisino

 
GdM.TVSan Paolo
Bari, cinghiali e cinghialetti fanno spuntino tra i rifiuti

Bari, cinghiali e cinghialetti fanno spuntino tra i rifiuti

 
PotenzaLa situazione
Lo sblocca cantieri è inutile per le incompiute lucane

Lo sblocca cantieri è inutile per le incompiute lucane

 
BatL'appuntamento
Barletta, il 4 maggio «TedX Terra»: relatori d'eccezione

Barletta, il 4 maggio «TedX Terra»: relatori d'eccezione

 
TarantoAmbiente ferito
Ex Ilva, mamma ragazzo morto di cancro: «Non stringo la mano a Di Maio»

Ex Ilva, mamma ragazzo morto di cancro: «Non stringo la mano a Di Maio»

 
MateraIn fiamme
Matera, divampa un incendio ferito un carabiniere

Matera, divampa un incendio ferito un carabiniere

 

L'analisi

Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

«La sfida (assai ambiziosa) è quella di generare uno scossone all’economia, ma senza alcuna correzione dei conti pubblici»

Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

Tra meno di un mese il Governo dovrà presentare il Documento di programmazione economica e finanziaria per il 2020. L’occasione dovrebbe essere utile per comprendere quali siano gli indirizzi di politica economica per l’anno prossimo. Raramente, almeno nell’ultimo periodo, gli esecutivi sono stati chiari in occasione del varo del Def. Usiamo allora il condizionale, poiché è probabile che anche in questa circostanza non si riesca ad ottenere indicazioni certe. E ciò a maggior ragione se consideriamo i non pochi elementi divisivi esistenti tra Cinque Stelle e Lega e se ci soffermiamo sulla straordinaria concentrazione di appuntamenti elettorali di questi mesi. Circostanza che, si sa, tende ad enfatizzare il primato degli aspetti comunicativi su quelli più politici.

Si tratta di una sequenza ininterrotta di elezioni: dalle regionali in Abruzzo a quelle in Sardegna, Basilicata e Piemonte, fino ad arrivare alle europee che costituiscono la cartina di tornasole per comprendere gran parte delle dinamiche interne ed esterne alla maggioranza.
Il quadro si rende ancor più complesso nel momento in cui si prende in esame l’incertezza che accompagna le previsioni macro-economiche per il secondo semestre del 2019. Dopo la fase recessiva si potrà far affidamento su quegli elementi positivi in grado di segnare una (pur leggera) inversione di tendenza? Com’è noto il Governo deve trovare ventitre miliardi per evitare che scatti la clausola di salvaguardia. Ventitre miliardi per scongiurare aumenti dell’Iva. Pesano le incertezze dovute alla situazione internazionale: dalla guerra commerciale tra Usa e Cina (che intreccia le vicende dell’Europa e del nostro Paese non solo sul presupposto della rilevanza di ragioni geo-economiche, ma anche di condizionamenti di natura geo-politica) alla condizione connotante realtà commerciali di grande interesse per l’Italia. Realtà che rappresentano mercati di destinazione per le nostre imprese. Rinviare la segnalazione dei contenuti della prossima manovra economica, sia pur a grandi linee, potrebbe mettere l’Italia in condizione di subire attacchi speculativi durante l’estate.

È per questo motivo che il Ministro dell’Economia Tria ha elaborato un piano per evitare misure correttive e provare così a rilanciare il Pil, favorendo le condizioni perché vi siano maggiore crescita e sviluppo. Una scelta più che opportuna, atteso che se a distanza di mesi è ancora controversa la valutazione degli effetti sull’economia italiana del decreto dignità, non è certo possibile quantificare nel dettaglio il contributo che possono dare all’obiettivo del contrasto alla recessione (oltre che alle disuguaglianze sociali e alla povertà) le due misure identitarie della maggioranza, ovvero reddito di cittadinanza e quota cento.
Il decreto per la crescita, così come concepito a via XX Settembre, prevede tra l’altro misure fiscali in favore delle imprese e rilancio di investimenti, privati e pubblici. Misure che vanno approvate prima del Def se si vogliono contenere le conseguenze negative di questa situazione. Mercoledì dal Consiglio dei Ministri dovrebbero arrivare indicazioni più precise al riguardo. Ciò che si sa è che, al momento, non vi è unanimità di vedute neanche sul ricorso alla decretazione d’urgenza. Salvini sente la pressione di chi, specie al Nord, invita il Governo al varo di provvedimenti sistemici, strutturati, ampi. La Lega punta ad introdurre nella prossima legge di bilancio una sorta di flat tax familiare. L’aliquota unica del 15% in questo modo verrebbe applicata al reddito familiare se e quando essa non superi i cinquantamila euro. Un’operazione che, tuttavia, ha bisogno di coperture finanziarie per dodici miliardi. Di Maio, specie dopo le polemiche legate alla vicenda della Tav, punta soprattutto al cosiddetto “sblocca cantieri” per dimostrare, alla vigilia dei prossimi appuntamenti elettorali, che dai Cinque Stelle non viene portata avanti solo una politica fatta di “no” o di “ni”, ma anche di “si”. Atteggiamento tipico di chi avverte forte il bisogno di recuperare un consenso che in parte sta andando (stando almeno ai sondaggi) in direzione dell’alleato di Governo, in parte si orienta verso l’astensionismo e, sia pur in misura minore, verso il Pd. Partito quest’ultimo alle prese con la definizione del nuovo assetto dirigenziale e programmatico, come dimostra l’assemblea nazionale che ieri ha proclamato Zingaretti segretario e Gentiloni presidente.

In verità, va sottolineato che anche sullo “sblocca cantieri” si stanno confrontando due linee all’interno della maggioranza. Salvini vuole intervenire su tutte le opere, specie quelle più grandi, estendendo il provvedimento anche all’edilizia privata. Egli gioca la carta del commissario unico nazionale per passare con velocità dalla fase della programmazione a quella della realizzazione. I pentastellati vivono questa figura, invece, come una sorta di doppione del Ministro delle Infrastrutture. Di Maio preferisce opere singole, piccole, in gran parte localizzabili al Sud e a Roma. Ci si chiede se questa logica sortirà o meno quegli effetti che si vuole produrre a livello macro-economico. Oggi a Palazzo Chigi si riuniranno i tecnici con l’intento di elaborare un testo. Il più possibile condiviso.
Tornando al decreto per la crescita, la sfida (assai ambiziosa) è quella di generare uno scossone all’economia, ma senza alcuna correzione dei conti pubblici. Correzione che, alla vigilia del voto, sarebbe a dir poco rischiosa. Dalla parte di Tria ci sono alcuni argomenti validi come, per esempio, il fatto che la spesa per interessi segua un andamento migliore del previsto e che una parte di risorse necessarie a finanziare gli investimenti, a favorire gli incentivi fiscali, ad agevolare le semplificazioni e a sbloccare gli appalti possa essere attinta dai “fondoni” di quota cento e reddito di cittadinanza, che è improbabile vengano esauriti nel 2019.

Entrando nel dettaglio del “pacchetto sviluppo”, che Tria ha inviato nel week end al premier Conte, si punta a perseguire i seguenti obiettivi: snellire le procedure per la fruizione di agevolazioni fiscali sui redditi derivati dai beni immateriali i cui costi di produzione sono sostenuti in Italia (patent box); estendere il contributo pubblico per gli investimenti delle piccole e medie imprese nel digitale (Sabatini quater); alzare la garanzia massima del Fondo centrale dei Minibond, consentendone l’attivazione anche in caso di cessione del titolo; ritornare al super-ammortamento, come sollecitato da Confindustria. Che almeno venga approvato questo piano, visto che il Def sarà probabilmente generico in attesa di conoscere l’esito delle prossime scadenze elettorali.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400