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Puglia bifronte: voti altissimi alla maturità e flop all’Invalsi

I risultati dei test Invalsi e le prime indicazioni sui voti della maturità mostrano una regione a due facce: la media pugliese resta superiore a quella delle regioni del Sud

scuola

Ci risiamo! I risultati delle prove Invalsi e le prime indicazioni sui voti conseguiti agli esami di maturità ci mostrano, come lo scorso anno, una regione a due facce. In Puglia record di 100 e 100 e lode alla maturità ma risultati scadenti, ben al di sotto della media nazionale e delle prove sostenute lo scorso anno nelle prove Invalsi, eccetto in alcuni casi nelle primarie. Licei classici e scientifici sugli scudi nella maturità, scuola media giù nella valutazione. È possibile che il record dello scorso anno di 944 super bravi, tre volte la Lombardia, sia superato, come sia superato anche il record dei promossi a fronte di prove negative nell’Invalsi.

Che cosa è successo? Prove differenti e correzione automatica hanno quasi completamente azzerato il cheating, cioè l’adozione di comportamenti opportunistici, degli studenti o degli stessi docenti, in altre parole l’aiutino nelle prove Invalsi della secondaria. Il computer based test ha annullato quasi del tutto la possibilità di copiare. Agli esami di Stato invece, la discrezionalità degli insegnanti e la necessità di conservare lo stesso numero di classi, che sarebbero diminuite con eventuali bocciature, hanno portato la Puglia a confermare i record dai primi risultati dello scorso anno. Secondo il rapporto Invalsi, per il primo ciclo d’istruzione la percentuale di alunni che in Italiano non raggiunge la sufficienza oscilla fra il 45% e il 46% nell’Italia meridionale e insulare (nell’Italia settentrionale e centrale è intorno al 28%). In Matematica il quadro peggiora ulteriormente e appare sempre più differenziato fra le diverse aree del Paese: la percentuale di alunni che non arriva alla sufficienza supera il 50% nel Sud e nelle Isole, con quote rispettivamente del 54% e del 56% (32% nel Nord Ovest, 28% nel Nord Est, 35% nel Centro). In generale comunque la media pugliese resta superiore a quella delle regioni del Sud. In Italiano ponendo a base 200,198 è la media pugliese contro 194 quella del Sud; in matematica 197 quella della nostra regione contro 193,5 quella del Sud; in inglese invece 193,5 la media pugliese in listening (in «ascolto»; ndr) contro 188 del Sud; infine 196 la media raggiunta in Puglia in reading (in «lettura»; ndr) contro 191 quella del Sud.

Da una lettura completa dei dati si evince anche che al Sud, ed anche in Puglia, esiste una differenza sostanziale nei risultati tra una scuola e un’altra e tra classi distinte dello stesso istituto. È evidente che esiste una disomogeneità nella formazione delle classi avvalorata, anche, dai dati che riportano gli esiti sulla condizione socio economica della famiglia di appartenenza. Il divario fra i risultati del Nord e del Sud aumenta via via che si sale nel segmento scolastico, fino a diventare preoccupante alla fine del primo ciclo d’istruzione. In queste regioni oltre il 50%, con punte anche del 60-65%, della popolazione scolastica del grado otto è al di sotto dei traguardi stabiliti dalle Indicazioni nazionali; la tendenza si accentua nella scuola secondaria di II grado, specialmente in Matematica, dove il 75% degli studenti meridionali si colloca al di sotto della media nazionale. Inoltre, la differenza fra le scuole e fra le classi è più marcata nelle regioni del Sud che al Centro-Nord. Questo indica una tendenza maggiore a formare classi in cui si concentrano allievi più bravi e più avvantaggiati socialmente. Roberto Calienno segretario regionale della Cisl, giustifica il risultato negativo con la mancanza di organici. «Nel prossimo anni ci saranno ben 200 cattedre in meno , ma in alcune scuole per risparmiare, le cattedre saranno di 24 ore, per non parlare poi degli spezzoni orario non calcolati e i posti di potenziamento annullati». Sarebbe opportuno, sostiene Calienno dotare le scuole di organici adeguati che prescindano dalla logica prettamente numerica degli alunni.

La Puglia ne esce ancora danneggiata dai posti messi a disposizione dal Miur, nella scuola secondaria di primo e secondo grado sono state costituite molte, troppe cattedre a ventiquattro ore. Tutto questo non è previsto dalla norma! «Un grido di allarme a cui almeno per un anno non si potrà mettere riparo. L’anno scolastico 2018/19 sarà l’anno delle prove Invalsi per la V classe della scuola secondaria di II grado. Come per la fine del primo ciclo d’istruzione, sarà necessario il rilascio di una certificazione dei livelli di apprendimento conseguiti da ogni studente in esito alle prove sostenute. La prova che non fa parte dell’esame di Stato, è condizione indispensabile per essere ammessi all’esame. I super bravi sono dunque destinati a diminuire in Puglia. Senza cheating, anche un curriculum eccezionale di uno studente, dovrà confrontarsi con la prova Invalsi e la lode potrebbe scomparire di fronte alle risposte al computer prima degli esami. Le conoscenze d’italiano, inglese e matematica saranno valutate con lo stesso metro in tutta Italia. I super bravi diminuiranno sensibilmente in Puglia alla maturità mentre non aumenterà di certo la conoscenza dei nostri ragazzi dell’Inglese e dell’Italiano. Obiettivo sarà dunque migliorare nelle prove Invalsi la preparazione dei nostri ragazzi molto al di sotto della media nazionale e standardizzare la valutazione del percorso di studi del secondo ciclo e gli esiti delle prove di maturità.


Benché il voto di maturità non pesi ai fini dell’ammissione ai corsi ad accesso programmato come medicina, conta eccome per poter avere sconti o esenzioni sulle tasse universitarie ed è tenuto in considerazione sia dalle università pubbliche che private di maggior prestigio. Con l’obbligatorietà della prova Invalsi alla fine del corso di studi che dovrà valutare seriamente la preparazione dei ragazzi, anche l’esame di stato, senza tesina e quizzone e con la valutazione dell’alternanza scuola lavoro, sarà più serio e i risultati più omogenei. I risultati certamente non saranno uguali a quelli di quest’anno. Ci saranno meno super bravi, ma più alunni in grado di parlare meglio l’inglese , ma soprattutto capire e ascoltare quello che la scuola insegna, almeno si spera.



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