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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Camilleri: un mio libro
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un infermiere barese

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Andrea Camilleri

Il suo ultimo libro esce per Bompiani il 29 agosto e l’attesa è grande perché Ora dimmi di te. Lettera a Matilda è il primo romanzo in cui Andrea Camilleri si racconta in prima persona alla pronipote e le mostra «le pochissime cose» che ha imparato. Lo scrittore siciliano tira le somme di una vita che grazie al suo commissario Montalbano, monumento italiano riconosciuto in tutto il mondo, gli ha restituito fama e incontri straordinari. Pochi però fino all’altro giorno sapevano che tra i tanti incontri importanti della vita del grande scrittore c’è quello epistolare con un barese che è stato «salvato» da Camilleri.

Lo racconta lo stesso scrittore siciliano nell’intervista uscita su «Vanity Fair» in edicola fino al 29 agosto. Raccontando che tanti suoi lettori lo sommergono di email da tutto il mondo, Camilleri rivela che spesso «fanno tutti le stesse domande, dalla Francia alla Cina! Però a volte vogliono solo raccontare la loro storia. Per esempio, non molto tempo fa, uno mi ha mandato una lettera in una busta contenente una sua foto, un uomo sui cinquant’anni, con accanto una signora e due ragazzine.

E ha scritto: “Questa è la mia famiglia. Solo ora mi sento di raccontarle quello che mi è successo nel 2001. Mi era caduto il mondo addosso perché avevo scoperto che la persona che amavo mi tradiva. Ero, e sono tuttora, infermiere all’ospedale di Bari. Rubai del veleno e mi portai a casa ampolla e treppiedi per le flebo. Mi misi a letto e infilai l’ago nel braccio. Siccome la cosa sarebbe stata lunga, presi dal comodino un libro che avevo comprato ma non ancora aperto, Il re di Girgenti. Dopo un po’ mi sono trovato a sorridere, ho staccato l’ago e ho continuato a leggere fino alle cinque di mattina. Tre anni dopo ho incontrato un’altra donna e mi sono sposato. Le devo la vita”. Ecco - commenta Camilleri - quando penso a quella lettera, mi consolo di tante cose perché penso che, in fondo, tutto quello che ho fatto non è stato inutile».

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