Ha brillato a migliaia di chilometri lontano dalla sua Puglia, regalando un’enorme soddisfazione a chi ha seguito a distanza il suo successo. Originario di Gioia del Colle, Antonello Nicastri è il sommelier dell’anno 2026 per la “Gault-Millau”, fra le più autorevoli guide gastronomiche al mondo. Fondata in Francia negli anni Settanta, a differenza di altre guide, la “Gault-Millau” utilizza un sistema di valutazione in ventesimi e assegna le celebri Toques (cappelli da chef) ai ristoranti più meritevoli. Oltre alla consacrazione delle migliori attività ristorative dell’anno, durante la cerimonia, che si svolge in Olanda, vengono consegnati importanti premi speciali: miglior chef dell’anno, sommelier dell’anno, giovani talenti, migliore carta dei vini e premio all’innovazione e sostenibilità. È stato il capo sommelier pugliese ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento del vino che, fra i plausi del pubblico, ha fatto gioire a distanza parenti, amici e la Puglia tutta.
Dopo una lunga esperienza maturata in strutture di altissimo livello – in Puglia, da Masseria San Domenico a Borgo Egnazia, fino a Latymer in Inghilterra e Nazka ad Amsterdam – il giovane è oggi capo sommelier nel 2 stelle Michelin “Flora Restaurant” e wine director nel 3 chiavi Michelin “De L’Europe”, ad Amsterdam. «Cosa mi ha regalato la Puglia, in termini umani e professionali? L’essere una persona sociale, l’ospitalità nel sangue e il sorriso sempre presente», ha raccontato Antonello. Una passione, quella per il vino, che il giovane di Gioia ha fin da piccolo: «Oltre ad una connessione naturale, cresciuta nel vedere i miei nonni bere un bicchiere di vino al giorno, la vera passione è iniziata quando ho lavorato a Masseria San Domenico. Ero giovanissimo. Restavo ammirato nell’ascoltare il maître sommelier parlare di vino. Dedico questo premio un po’ a me stesso, alla mia testardaggine e all’amore per la mia professione; è stata dura lasciare il mio amato mare e poi sicuramente mia madre, che mi ha sempre spinto a migliorarmi», ha detto a caldo il premiato pugliese, che quando torna a casa riabbraccia sempre «tanti amici, la famiglia e la bella nipotina», perché il legame con le radici «è una forma di rispetto reciproco». Torna a casa il più possibile, infatti, di recente è stato in Puglia anche per sfilare al Carnevale.
Nel cassetto dei sogni ce n’è uno molto semplice: «Avere una casa vista mare e una bella cantina, per poter condividere con gli amici una buona bottiglia di vino», ha spiegato il sommelier dell’anno 2026, premiato, a suo parere, «per la passione e la determinazione nel volersi sempre migliorare». Un pugliese ad Amsterdam che promuove tutto della sua terra d’origine, anche a distanza: «Ci sono professionisti che valorizzano la Puglia all’interno della regione e altri che la rappresentano all’estero con onore. Nel mio percorso ho sempre raccontato la mia terra con orgoglio, condividendo cultura, tradizioni e identità del Tacco d’Italia con colleghi e clienti di tutta Europa».
















