Giovedì 17 Gennaio 2019 | 08:28

Lettere alla Gazzetta

La bellezza del paesaggio non giustifica il no a tutto

È un po’ che stiamo assistendo, come accade per molta parte della politica attuale, all’ennesima telenovela, incentrata sul contestato arrivo in Puglia del gasdotto transnazionale che, dal lontano Azerbaijan, dovrebbe approdare sulla costa nel territorio di Melendugno, sebbene il condizionale sia quanto mai d’obbligo, perché non si sa come andrà a finire. E, a somiglianza di ogni serial che si rispetti, mentre si snodano le varie puntate, non mancano le connotazioni drammatiche né gli immancabili colpi di scena.
Siamo forse alle fasi finali di un aspro contrasto tra potere nazionale e potere locale, secondo la brutta moda che vuole i presidenti di regione al tempo stesso governatori e contestatori, prima Vendola e ancor più Emiliano. Così creando un cortocircuito istituzionale di cui, nella totale confusione ormai regnante, non si sentiva proprio la necessità. Perché tutto poi finisce nell’imbuto della giustizia amministrativa che, a causa di ricorsi e controricorsi, più che risolvere eternalizza i problemi, a scapito della stessa legge.
Le comunità si appellano a tutto: alla bellezza del paesaggio, al rispetto della natura e del territorio, in nome dell’alta vocazione turistica. Peccato che essa sia limitata a soli due mesi l’anno e per il resto si pianga miseria, che molte delle mitiche piante estirpate siano già erose dalla xylella e potrebbe essere l’occasione buona per rinnovarle, che i luoghi siano deturpati da tempo a causa di una speculazione selvaggia, cui non sono esenti anche posti ben più ameni e famosi di quelli in questione.
È stato detto che l’opera è da considerarsi strategica per il nostro Paese, al di là dei non proprio entusiasmanti aspetti politico-affaristici venuti fuori da una recente inchiesta giornalistica. L’alternativa di approdo è d’altro canto tutt’altro che chiara, avanzata dalla dirigenza regionale senza però l’assenso degli altri posti presi in considerazione. La protesta ha assunto toni di rivolta antagonista e quel che è peggio ha visto convolti pure bambini. Sì, è sacrosanto pensare al loro futuro, tenendoli però lontani da odio e rancori.

Giuseppe Gragnaniello, Terlizzi (BA)

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