Martedì 28 Gennaio 2020 | 18:08

Il Biancorosso

Serie C
Bari calcio, Costa: «Da ora per noi ogni gara è una finale»

Bari calcio, Costa: «Da ora per noi ogni gara è una finale»

 

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaSanità
Potenza, ospedale San Carlo: stabilizzati restano a tempo determinato

Potenza, ospedale San Carlo: stabilizzati restano a tempo determinato

 
FoggiaIl caso
Attentati a Foggia, sequestrate 6 bombe carta e munizioni: arrestata intera famiglia

Attentati a Foggia, sequestrate 6 bombe carta e munizioni: arrestata intera famiglia

 
TarantoIl caso
Taranto, frantumavano la costa per prendere i datteri di mare: 49 indagati

Taranto, frantumavano la costa per prendere i datteri di mare: 49 indagati

 
BariProcesso Pandora
Mafia a Bari, 90 condanne ai clan Diomede, Mercante e Capriati. La sentenza

Mafia ultimi 15 anni a Bari, 90 condanne ai clan Diomede, Mercante e Capriati.
Risarcito il Comune. La sentenza

 
BatIl processo
Mafia, chiesti 16 anni a pregiudicato per 2 tentati omicidi nel Nord Barese

Mafia, chiesti 16 anni a pregiudicato per 2 tentati omicidi nel Nord Barese

 
HomeIl fenomeno
Morbillo, allarme in Salento 40 casi in un mese: anche 4 bimbi, due figli di «no vax»

Morbillo, in Salento due casi al giorno, coinvolti adulti e bimbi: anche figli di «no vax»

 
BrindisiOperazione dei Cc
Droga, tre arresti nel Brindisino: preso 18enne vicino a scuola a Ostuni

Droga, tre arresti nel Brindisino: preso 18enne vicino scuola a Ostuni

 
MateraIl caso
Matera, hanno tentato di truffare una nonnina: in due agli arresti domiciliari

Matera, hanno tentato di truffare una nonnina: in due agli arresti domiciliari

 

i più letti

LETTERE ALLA GAZZETTA

Una sorta di giudizio di Dio di nome referendum costituzionale

Il referendum sulla riforma Costituzionale, che il 4 dicembre dovrà dire se gli italiani accettano di modificare la Costituzione, sta diventando, dal punto di vista emotivo e politico, non una consultazione ma una sorta di «giudizio di Dio».
Difficile tranquillizzare tutti e dire adesso che il voto non deciderà le sorti del Paese. Ci credono in pochi.
Nessuno è esente da colpe in questa escalation, per primo il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha caricato di significati personali l'esito del referendum, trasformando il voto in sondaggio sul gradimento del suo operato.
Chi aveva pensato mesi fa, all'inizio di questa estenuante campagna elettorale, che il «sì» avrebbe vinto passeggiando, ha avuto il tempo di ricredersi. I sondaggi in vista del 4 dicembre indicano una sostanziale incertezza.
La conseguenza è che tutto è fermo in attesa del responso delle urne. Così, ad esempio, il ddl sulla concorrenza, che doveva spingere il paese sulla via della modernizzazione riformando notai, farmacie, assicurazioni continua a non arrivare all'approvazione finale. Arrivato in Senato un anno fa non è ancora stato esaminato dall'aula di Palazzo Madama e non figura in calendario fino all'inizio di novembre. Il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, ha annunciato di voler aprire un confronto nel governo per capire cosa fare, dal momento che la riforma fa parte degli impegni presi con l'Unione europea.
Il «Financial Times» ha affermato che l’accoglienza calorosa della Casa Bianca è «l’abbraccio a un alleato in difficoltà». Il che non può essere negato: la stagnazione economica è un dato di fatto.
Un paio di settimane fa, lo stesso quotidiano economico di Londra, aveva definito «un ponte verso il nulla» la riforma di Renzi, sottraendosi al coro apocalittico dei mercati finanziari e di alcune agenzie di «rating».
Aspettando di sapere cosa accade gli istituti che si occupano del rating del nostro Paese, hanno comunque riposto i dossier nei cassetti ma sono pronti a intervenire con pagelle severe.
Moody's è stata l'agenzia più esplicita, invitando le banche italiane con scarsa capitalizzazione a provvedere al più presto agli interventi necessari. «Le quattro banche più deboli in particolare (Mps, Carige, Veneto Banca e Popolare Vicenza) per Moodys' dovrebbero ridurre gli Npl e andare a chiedere capitale. Ritardare e farlo dopo un referendum negativo per il governo potrebbero spingere gli investitori a non partecipare all'aumento».
L’agenzia di rating canadese Dbrs, che in estate aveva annunciato la possibilità di abbassare anticipatamente il rating dell'Italia, ha fatto parzialmente rientrare la minaccia con un «valuteremo dopo il referendum»: il che si traduce in un «se vince il “no” l'Italia viene declassata».
Ma anche il fronte del «no» sta vivendo giorni cruciali, soprattutto nel campo del centrodestra.

Francesco Sannicandro, Bari

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie