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LETTERE ALLA GAZZETTA

Il mio plauso all’attore Dante Marmone

Felice Alloggio, Bari

Vorrei esprimere i miei complimenti alla «Gazzetta» per la felice idea di pubblicare a puntate il bellissimo racconto «La stirpe stravagante» dell’attore Dante Marmone.
Probabilmente l’autore non vincerà mai il premio Campiello ma sicuramente ha superato la prova che deve superare chiunque si professi scrittore di racconti, ossia la capacità di sintesi che è, fra l’altro, indizio di genialità. E di genialità, fantasia, scuola e improvvisazione il nostro attore/scrittore ne ha da vendere, se si considera ciò che ha fatto e ha dato a Bari e ai baresi in oltre trentacinque anni di attività teatrale, cinematografica e televisiva.
Di primo piano infatti il ruolo interpretato dallo stesso nel film di Alessandro Piva, «Lacapagira», e il personaggio che lo ha reso famoso al pubblico televisivo pugliese, quello della simpatica Nonna Catacchio nella sit-com Catene, «la vera fiction all'italiana» come fu definita da un articolo apparso sul Corriere della Sera.
Penso non sia azzardato elevare poeticamente a «maschera barese» - per intenderci l’equivalente del Pulcinella napoletano - il personaggio da lui inventato, ossia quello di questa simpaticissima nonna con il suo borsellino e le mille lire da portare al figlio in carcere.

Felice Alloggio, Bari

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