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Brindisi: in 5mila al corteo di Libera contro la mafia FT/VD

A guidare la marcia i parenti delle vittime innocenti

È Brindisi la città che in Puglia ospita il corteo di Libera per la 24esima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Partito poco fa dal Tribunale, al corteo partecipano - secondo fonti della questura - circa cinquemila persone. A guidare la marcia pacifica ci sono i famigliari di alcune vittime innocenti delle mafie tra cui i genitori di Michele Fazio, il 16enne ucciso per errore nel 2001 a Bari durante un conflitto a fuoco tra clan rivali; e i parenti dei due fratelli Aurelio e Luigi Luciani, agricoltori di San Marco in Lamis (Foggia) uccisi per errore durante un agguato.

Il serpentone, che si snoderà per le vie della città, è animato anche da molti alunni delle scuole pugliesi, e dai giovani studenti membri dei 'Consigli comunali dei ragazzì che hanno in mano palloncini bianchi su cui sono scritti alcuni nomi di vittime innocenti. Partecipano anche i rappresentanti dei Comuni di tutta la regione con i gonfaloni, e le associazioni antimafia.

«La lotta alle mafie non può che vederci in prima linea: in una regione con i più alti tassi di dispersione scolastica su scala nazionale e con ben 139 clan attivi in tutto il territorio pugliese». Lo afferma Davide Lavermicocca, coordinatore dell’Unione degli studenti Puglia (Uds), in occasione del corteo regionale di Libera per la 24esima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si tiene a Brindisi.
«Scendiamo in piazza - precisa Vittorio Ventura della Rete della Conoscenza Puglia - per rivendicare l’utilizzo sociale dei beni confiscati e per opporci con forza alla loro svendita, concessa dal governo con il decreto Sicurezza».
«Le nostre scuole e le nostre Università - concludono i rappresentanti degli studenti pugliesi - devono poter diventare un presidio di aggregazione, solidarietà e impegno quotidiano contro le ingiustizie»

«Non c'è nessuna giustizia al mondo che fa tornare Michele a casa. Gli assassini sono stati presi, consegnati alla giustizia e condannati, ma bisogna ricordare sempre, e non solo oggi, prima giornata di primavera, ai nostri ragazzi di non sbagliare. Di non entrare nella criminalità». Lo hanno sottolineato Pinuccio e Lella Fazio, genitori di Michele, il 16enne ucciso per errore nel 2001 a Bari, in occasione del corteo a Brindisi in ricordo delle vittime innocenti della mafia. Michele fu ucciso durante un conflitto a fuoco tra clan rivali, nella città vecchia. «Noi viviamo ancora lì - racconta Pinuccio Fazio - e non ce ne vogliamo andare. Chi ha fatto del male se ne deve andare, non noi».
Accanto a loro, in testa al corteo, ci sono Arcangela Petrucci, moglie di Luigi e cognata di Aurelio Luciani, i due agricoltori assassinati a San Marco in Lamis il 9 agosto 2017, perché testimoni scomodi di un agguato a un boss: «Stiamo ancora aspettando giustizia - affermano - noi ci speriamo e oggi abbiamo fiducia nelle istituzioni». «Saremo sempre in prima fila - concludono - per i nostri cari e per le vittime innocenti. Dobbiamo provare a cambiare questa realtà».

EMILIANO: PUGLIA HA LEGGE PER L'ANTIMAFIA SOCIALE - La Regione Puglia si è dotata di una normativa di antimafia sociale organica e stanzia somme importanti, pari a un milione 500mila euro sino al 2021, per la realizzazione delle attività. E’ la prima regione d’Italia che avrà un Piano triennale di prevenzione della criminalità e per il rafforzamento della responsabilità sociale. Ne dà notizia la Regione sottolineando l’approvazione, ieri all’unanimità in Consiglio regionale, del Testo unico in materia di legalità, regolarità amministrativa e sicurezza. Lo schema era stato approvato esattamente un anno fa dalla Giunta regionale, nel marzo 2018. Con questa legge - sottolinea l’ente - nascerà la Fondazione di Antimafia Sociale dedicata a Stefano Fumarulo (giovane dirigente scomparso nel 2017) che si occuperà di contrasto e prevenzione dei fenomeni di criminalità mafiosa e corruttiva, attraverso attività di studio e ricerca.


«Questa legge - commenta il presidente della Regione, Michele Emiliano - era attesa da anni. Tutto potevamo immaginare quando cominciammo a lavorare al testo con Stefano Fumarulo, ma non che al suo interno ci fossero un premio e una fondazione intitolate a lui». «Cataldo Motta (ex procuratore di Lecce, ndr) - ricorda Emiliano - ha detto che 'questa legge è talmente completa e straordinaria che non so come farete ad applicarla tuttà: questa è la sfida».
«L'abbiamo approvata all’unanimità - prosegue Emiliano - e lo abbiamo fatto alla vigilia della Giornata della Memoria. Sono felice, ma adesso dobbiamo prendere un impegno per attuarla nella maniera più completa, dobbiamo creare la Fondazione, fare in modo che l’osservatorio della legalità sia pieno di significato, insomma abbiamo cose bellissime davanti»

(foto Matulli)

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