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Andrano, in mostra la doppia personale d'esordio dei giovani Antonio Lanna e Brando Pignatelli

Inaugurazione il 7 agosto. La mostra è curata da Lorenzo Madaro, ed è allestita in un enorme capannone industriale nella periferia del Salento più estremo

Inaugura il 7 agosto alle 19.30 la doppia personale d'esordio di due giovanissimi artisti, Antonio Lanna (Caserta, classe '97, vive e lavora a Napoli) e Brando Pignatelli (Napoli, classe '97, vive e lavora tra Miggiano e Spinazzola). Ed è allestita in uno spazio espositivo inedito, un enorme capannone industriale presso la Cooperativa Nuova Contadina, ad Andrano (Lecce), periferia estrema del Salento. La mostra sarà aperta fino al 23 agosto, ed è a cura di Lorenzo Madaro, critico d'arte e docente.

Lanna frequenta il biennio specialistico all’Accademia di Napoli; Pignatelli è di origini napoletane, si è formato a Roma e vive parte dell’anno in Salento. Durante il lockdown hanno dipinto con passione e impegno, concependo opere di dimensioni spesso monumentali: è emersa così una mostra comune, nata anche perché i due artisti condividono, pur nelle diversità delle loro ricerche, un percorso culturale e amicale comune. 

Il primo piano di questo capannone è in disuso, uno spazio vergine, mai utilizzato per un progetto culturale d’arte contemporanea, e sarà adottato dagli artisti per tutto il periodo dell’esposizione (visitabile ogni giorno dalle 18.30 alle 23). Per evidenziare la natura in progress del loro percorso, alcune opere della mostra cambieranno posizione, modificando irrimediabilmente il landscape visivo.

Sarà una mostra che disorienterà lo sguardo di chi intenderà visitarla, per la forza intrinseca delle opere dei due giovani artisti – strenui difensori del linguaggio pittorico, carico di riferimenti che esplicitano la loro cultura non soltanto visiva – e per l’organicità dell’intero progetto, condiviso con il curatore sin dalle fasi preliminari. Le grandi opere di Lanna e Pignatelli saranno installate in modo da poter creare un vero e proprio labirinto di immagini, sollecitazioni visuali e pittura: il pubblico sarà chiamato a penetrare lo spazio, rimanendo meravigliato da un allestimento immersivo, che cercherà di coniugare la lettura integrale dei singoli lavori esposti (circa 20 per ogni artista e tutti di grandi dimensioni, anche oltre i 2 m) con una visione totale, un’opera unica. Affiorerà così una enorme installazione tutta da scoprire e vivere, che chiarirà gli sfaccettati immaginari di entrambi. 

Pittura ad olio, mischiata al cemento o al quarzo, polvere di vetro ed altri materiali: per Brando Pignatelli la pratica della pittura è anzitutto un corpo a corpo con la materia. Lo si avverte osservando le grandi tavole in mostra, che evidenziano la relazione profonda con un mondo figurale: scene d’interni, corpi fluttuanti, ossessivi riferimenti, finte prospettive e un desiderio profondo di bidimensionalità che si estrude spesso in trittici e polittici. Infatti Pignatelli è artista che ama la spazialità, perciò la costruisce e decostruisce costantemente forme e architetture possibili.

Costantemente legato alla pratica della pittura, il lavoro di Antonio Lanna si sviluppa su grandi tele e carte: le sovrapposizioni cromatiche evidenziate da larghe pennellate veloci lasciate a vista ci fanno comprendere come il rapporto con la pittura sia quasi ancestrale. La pittura è anche una questione legata alla dimenticanza, a una memoria disintegrata, assorbita e poi ricomposta. Lanna lo sa bene, lo si comprende dalle espressioni delle figure antropomorfe, dai loro movimenti negli spazi, dagli squarci esistenziali e dalle narrazioni di storie anonime che si rintracciano sulle superfici. Spesso i corpi dipinti si aggirano in ambientazioni domestiche dall’esasperato e volontario decorativismo, in cui la pittura spunta e scompare con energia.

La mostra è accompagnata da un testo critico del curatore. 

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