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Per i 50 anni dalla morte di San Pio

Conte a S. Giovanni Rotondo
«Mi impegno per le riforme»

Un secolo fa le Stimmate. Il premier accolto da selfie e abbracci: «Sono felicissimo di essere nella mia città»

Bagno di folla per il premier Giuseppe Conte al suo arrivo a San Giovanni Rotondo dove parteciperà, da stasera a domenica, alle celebrazioni dedicate a Padre Pio da Pietrelcina in occasione del centenario della comparsa delle stimmate (20 settembre) e del 50esimo anniversario della morte (23 settembre).
Il presidente del Consiglio ha stretto le mani e concesso selfie alla gente che era dietro le transenne, per strada, e che aspettava il suo arrivo. Nato a Volturara Appula (Foggia), il premier da bambino si trasferì con la famiglia a San Giovanni Rotondo. Da allora è un devoto del frate con le stimmate.

«Sono felicissimo di essere nella mia città. Non mi aspettavo un’accoglienza così calorosa. Conosco il cuore dei sangiovannesi. Posso dire che mi state sorprendendo. Non vedevo l'ora di tornare qui da quando sono diventato presidente del Consiglio. Desideravo un abbraccio ed è per questo che mi sono trattenuto con la popolazione. Stasera mi sento davvero a casa». Così il premier Giuseppe Conte al suo arrivo a San Giovanni Rotondo per le celebrazioni del 50esimo anniversario della morte di San Pio. Ad attendere il capo del Governo, il prefetto di Foggia, Massimo Mariani, e il sindaco della città Costanzo Cascavilla. Giuseppe Conte è ora nel Municipio dove parteciperà al Consiglio comunale.

CONTE: «TUTTI APPREZZERANNO LE NOSTRE RIFORME» - «Con il Governo stiamo varando un programma di riforme in cui confido che tutti potranno essere orgogliosi. Mi batterò perché tutti noi possiamo essere sempre orgogliosi di essere italiani e del futuro che attende i nostri figli e i nostri nipoti». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria di San Giovanni Rotondo, cittadina del Gargano in cui è cresciuto.
«In questo luogo - ha ricordato - ci sono già stato, avevo i calzoncini corti. Mio padre Nicola venne in avanscoperta, ci trasferimmo da Foggia. Iniziai a scoprire San Giovanni, mi inerpicai lungo quella strada, quei tornanti che mi davano un senso di mistero. Ho scoperto un paese che poi lentamente si è sviluppato. Era la dimensione di sobrietà assoluta che mi colpì tanto. Vi confesso che man mano che sono cresciuto ho avvertito sempre più forte il richiamo a questa terra e l’apparenza a questa città». «Gli impegni professionali ed accademici - ha concluso - mi hanno tenuto fuori. Ma questi impegni non mi terranno lontano. Oggi, con questo riconoscimento, avete creato un ricongiungimento tra la forma e la sostanza». «Non saremmo dei buoni governanti se pensassimo a varare riforme senza tenere in ordine i conti. Non siamo una banda di scalmanati come qualcuno ci vuol descrivere in maniera strumentale. Dobbiamo tener conto di questo grande debito ereditato ma ciononostante ci stiamo impegnando per realizzare tutte le riforme annunciate». 

«La fumata bianca scaturisce ogni volta che ci incontriamo. La fumata bianca è già iniziata. E' ovvio che bisogna curare tanti passaggi e tanti dettagli e ci sono tante riforme da considerare che stiamo inserendo come parte della manovra. Perché questo Paese deve essere rilanciato con riforme strutturali. A Salisburgo ho sollecitato i partner Ue rispetto alla necessità che vengano attuati prima possibile i principi affermati lo scorso giugno. Ho trovato molta attenzione ma ora è il momento di concretizzare un meccanismo di gestione collettiva e condivisa. Io sono un convito europeista e per questo mi batto perché l’Ue possa recuperare la spinta propulsiva a cominciare dai migranti perché altrimenti, se l’Ue non ci dà una mano, le spinte nazionalistiche si allargheranno e a ragione. I decimali della manovra saranno numeri che inseriremo - ho detto oggi al vertice e i ministri erano concordi - alla fine. Prima scriviamo le riforme, prima valutiamo l’impatto economico e sociale di queste riforme e poi traiamo le conclusioni».

«I numeri della povertà in Italia non mi fanno dormire la notte». Lo afferma parlando delle riforme che, con la manovra, il governo vorrà mettere in campo «per andare incontro ai cittadini in difficoltà. Questo Paese ha potenzialità enormi per crescere»

(Foto Vincenzo Maizzi)

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