Domenica 02 Ottobre 2022 | 12:06

In Puglia e Basilicata

Il rito

Ecco la cerimonia in onore della Madonna Nera di Viggiano, patrona della Basilicata

Il popolo di Maria è riunito qui per la solenne processione che riporta dal monte in paese la sacra effige della Madonna nera, Regina e Patrona delle genti lucane.

04 Settembre 2022

Antonella Inciso (foto Tony Vece)

VIGGIANO - La Madre che accoglie, consola, con lo sguardo amorevole guarda ai suoi figli. E’ l’esempio di Maria quello che riecheggia a Viggiano, cuore della Val d’Agri petrolifera ed oggi centro pulsante della devozione lucana. Il popolo di Maria è riunito qui per la solenne processione che riporta dal monte in paese la sacra effige della Madonna nera, Regina e Patrona delle genti lucane. E’ il giorno della fede, dell’affidamento del suo popolo alla Vergine Madre, della preghiera unisona che si alza verso la Madre celeste, Sono migliaia i fedeli, venuti da tutto il Sud, nella piazza di Viggiano, tornata a riempirsi dopo gli anni della pandemia. La fede e la devozione sono palpabili. Alcuni dalle prime luci dell’alba hanno accompagnato la discesa della sacra effige dal monte dove è custodita durante l’estate, fino in paese. Altri l’attendono in piazza. Tutti la invocano, le chiedono protezione, le affidano speranze e timori.

È il segno concreto di una devozione antica, di un legame le cui promesse si rinnovano ogni anno proprio in quel luogo,, proprio di fronte alla sacra effige della Madonna Regina e Patrona della Basilicata.

Lo “sguardo amorevole” di Maria è li, in quella piazza stracolma dove il suo popolo l’accoglie e le chiede protezione. «Papa Francesco afferma che un mondo che guarda al futuro senza sguardo materno è miope, aumenterà pure i profitti ma non saprà vedere negli uomini dei figli. – spiega monsignor Salvatore Ligorio, arcivescovo metropolita di Potenza, Muro lucano e Marsiconuovo nell’omelia - Ci saranno guadagni ma non saranno di tutti. Abiteremo la stessa casa ma non da fratelli la famiglia umana si fonda sulle madri, un mondo la cui tenerezza materna è relegata a mero sentimento potrà essere ricco di cose ma non ricco di domani. Quindi serve questo sguardo nel prendersi cura da parte degli uomini. Prendersi cura di tutti coloro che ci sono affidati, soprattutto nel mettere a servizio degli altri, in particolare dei più deboli, una buona cartina di tornasole della nostra apertura a Cristo”. I giovani, il lavoro, lo spopolamento: un richiamo che da Viggiano si propaga in tutto il Mezzogiorno. “I ragazzi giovani necessitano di adulti che non si facciano solo carico del loro sostentamento fisico ma che sappiano condividere con loro le ragioni del vivere. Penso anche agli anziani, al mondo del lavoro. La continua litania dei bonus non sia l’edizione riveduta e corretta di ciò che i latini chiamavano “panem et circenses”.

Occorrono, piuttosto riforme strutturali, che sono di certo più impegnative di mero assitenzialismo” aggiunge il vescovo. Un invito netto alle responsabilità rivolto soprattutto ai politici seduti nelle prime file di quella piazza trasformata in una grande chiesa. ”Abbiamo bisogno di una politica che abbia la forza della proposta” chiosa il vescovo. Il monito è lanciato mentre a Viggiano il popolo rivolge lo sguardo alle Madonna nera!

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