Martedì 04 Ottobre 2022 | 06:13

In Puglia e Basilicata

LA LITURGIA

Pasqua ortodossa, gli ucraini in ginocchio nel tempio di Bari

La veglia del sabato sera è stata presieduta dal vicario della diocesi di Kiev, il vescovo Gedeon. L’abbraccio nel nome di san Nicola

25 Aprile 2022

Francesca Di Tommaso

BARI - Nella chiesa russa «San Nicola», unico esemplare ortodosso nell’Europa occidentale, é il vescovo della diocesi di Kiev, vicario Gedeon, a presiedere, la notte del Sabato santo, la “Divina Liturgia” della Pasqua ortodossa. All’una e mezza, una celebrazione “benedetta del Patriarca di Mosca Kirill” e presieduta, appunto, dal vescovo di Kiev: erano in tanti gli ucraini presenti; chi vive a Bari, e assieme, i profughi arrivati nelle scorse settimane dalle terre di guerra.

E tanti anche i fedeli alla celebrazione di domenica mattina, il giorno di Pasqua ortodossa: sono arrivati numerosi, donne anziane e giovani famiglie con bambini, sorridenti e al braccio ceste di vimini. Le donne ad affrettarsi a coprire il capo con un fazzoletto appena varcato il cancello dell’austera costruzione in pieno stile moscovita, la cupola verde, a forma di elmo, che svetta tra i palazzi del quartiere Carrassi e il giardinetto contiguo alla chiesa dove arzilli nonnetti giocano tranquillamente a briscola.

Molti ucraini anche alla liturgia pasquale della domenica mattina, questa celebrata dal rettore della chiesa, l’arciprete Viacheslav Bachin. «Ho lasciato a Lutsk mio marito. Anche i miei genitori, troppo anziani per affrontare il viaggio. Vogliono morire nella loro terra, hanno detto». Oksana a Lutsk gestiva un negozio di alimentari. Fa spallucce, ma gli occhi sono lucidi, lo sguardo severo. «Non sono riuscita a sentirli, nemmeno ieri sera. Io sono stata qui, alla Divina Liturgia, il rito per la Resurrezione. Ci siamo sentite meno sole, io e la mia bambina, Lyubov».

Il sabato sera, prima della celebrazione, Oksana e Lyubov sono state in processione, attorno alla chiesa, assieme a sacerdoti e gli altri fedeli; accompagnate da canti prima di entrare in chiesa per il rito. La Pasqua è una ricorrenza assai sentita dalla comunità ortodossa, anche più del Natale. I canti, un momento condiviso importante.

Intanto Lyubov, 8 anni, tira per il braccio la madre: le sussurra di riferirmi che hanno decorato le uova sode, rosse con la buccia di cipolla come quelle che faceva con la nonna. Ora nel cesto. Oksana l’accarezza.

Prima della cerimonia di domenica, i fedeli si sono affacciati in un cortile interno della chiesa: tra gli alberi, su un lungo tavolo rettangolare hanno trovato posto dolci tipici e uova colorate tirati fuori dai cesti. Sono i doni da benedire dopo la celebrazione, prima che padre Bachin raggiunga la basilica di San Nicola, nella città vecchia, per presiedere, alle 13 e 30, i Vespri della Pasqua nella cripta della basilica, altro caso unico al mondo di una cappella ortodossa all’interno di una chiesa cattolica che custodisce i resti di San Nicola, tra i più venerati da entrambe le Chiese.

All’ingresso della «chiesa russa», la sacrestia è affollata dai fedeli vocianti: alle pareti icone di ogni formato in vendita. Ci sono anche sottili candele di cera bianca. «Se vuoi portala in chiesa, l’accendi e scrivi un biglietto con una tua preghiera» spiega Oksana. Lyubov mostra orgogliosa il suo bigliettino. È scritto in cirillico, la madre lo traduce: «Pace e papà qui».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725