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Dopo l'aggressione in spiaggia

Palese contro il bullismo, 15enne pestato : «Grazie alla signora che mi ha salvato»

La mobilitazione in strada per rispondere alla violenza subita dal giovane bitontino picchiato mercoledì scorso

BARI - I gesti e le parole della violenza hanno lasciato spazio alla solidarietà e all’affetto, un lungo abbraccio fra il ragazzo di Bitonto, aggredito in spiaggia a Palese, e la signora Paola che, per prima, l’ha soccorso in strada. «A lei devo tutto, è lei che mi ha raccolto da terra quando ero privo di sensi. Mi ha soccorso, mi ha medicato, mi ha portato in stazione e così sono potuto tornare a casa», racconta il 15enne, mentre amici, conoscenti, tanta gente comune fa capannello attorno a lui, nella manifestazione organizzata in risposta al fattaccio di mercoledì.

Paola schiva fotografi, telecamere e giornalisti e si schernisce: «Ho fatto solo il mio dovere, gli ho messo un po’ di ghiaccio. Ho fatto solo quello che c’era da fare. Il giorno dopo la famiglia mi ha cercata, per ringraziarmi, ed è questa l’unica ragione per cui sono venuta».

Frammenti di umanità in una mattinata da dimenticare. Come si ricorderà, il 15enne di Bitonto, in compagnia di altri due concittadini coetanei, era in spiaggia al braccio di Palese quando è stata affrontato da sei ragazzi, ancora da identificare. Il branco avrebbe costretto i tre ragazzi di Bitonto ad allontanarsi dalla spiaggia e, in un vicolo lì vicino, li avrebbe aggrediti per lavare l’onta di un precedente diverbio con altri ragazzi di Bitonto. Nel parapiglia del momento, due delle tre vittime sono riuscite a divincolarsi e, così, a salvarsi. Il terzo, studente liceale di Bitonto, ha avuto la peggio: le botte gli hanno procurato un trauma celebrale, vari lividi al viso e una lesione, si spera temporanea, al timpano.

È lo stesso ragazzo che racconta: «Io stavo bene, ero felice, ero al mare con i miei amici. Non ho fatto niente di male, non sono stato io a provocare, non ho niente da rimproverarmi». Le botte, la paura hanno lasciato un segno, non solo sulla sua bella faccia da ragazzone: «Mi sento scosso, mi sento spaventato. Non riesco ancora a capire quello che è successo veramente. Non riesco a credere che ci hanno aggredito solo “perché siamo di Bitonto”».
Eppure, nonostante ciò, «Sono nate anche tante cose belle da questa esperienza negativa. Paola, per esempio. A lei devo tutto. E poi, da quel giorno, la gente mi ferma per strada e mi chiede “Come stai?”. Oggi tanta gente è venuta qui, per starmi vicino, vicino a me e alla mia famiglia. Tutta questa gente mi dà la forza, la spinta, di andare avanti, di non avere paura. E poi ora ho fiducia delle forze dell’ordine. Prima di questo episodio non mi fidavo molto ma adesso ho visto quello che fanno i carabinieri, come lavorano, come si sono comportati con me. Adesso mi fido di loro e so che la giustizia, alla fine, vincerà».

Sorrisi, applausi, abbracci con i tanti rappresentanti delle istituzioni che hanno partecipato alla manifestazione. Vincenzo Brandi, presidente in pectore del municipio di Santo Spirito-Palese: «Deve essere chiara a tutti una cosa. I ragazzi non si toccano e non voglio credere che un episodio così grave sia accaduto solo perché questi ragazzi non “appartenevano” a questo territorio. Se così è stato, dobbiamo lavorare per creare luoghi aggregazione, luoghi in cui i ragazzi, tutti i ragazzi, possano stare insieme».

Respinge l’idea di una faida Bari contro Bitonto anche il sindaco Antonio Decaro che, dopo un dialogo a tu per tu con il ragazzo vittima dell’aggressione ha detto: «Palese e Santo Spirito non sarebbe così, se non ci fossero i bitontini. E lo stesso vale per San Giorgio senza i triggianesi o Torre a Mare senza i nojani. Bari è una città che accoglie, che non chiede i documenti a nessuno. Gli aggressori hanno pensato di “difendere” il loro territorio aggredendo chi arrivava da fuori? Beh, hanno sbagliato, perchè così facendo hanno offeso la dignità di questo quartiere, hanno infangato la storia di questa città. Ciò che hanno fatto ha un solo nome, bullismo, ed è una cosa da vigliacchi. Devono vergognarsene loro e i loro genitori». «Hanno picchiato “solo perchè erano di Bitonto”? È solo una scusa per scatenare la loro violenza, la violenza di quattro balordi», la spiegazione di Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto. «A questa violenza, noi rispondiamo così, mostrando la vicinanza di tanti bitontini e di tanti baresi che, insieme, hanno voluto e stanno animando questa manifestazione. Adesso più che mai siamo una sola comunità».

Domenico Damascelli, consigliere regionale di Forza Italia. «Sono indignato da questi atti di violenza così gravi e così vili. Spero che chi ha visto collabori e che presto gli aggressori possano essere assicurati alla giustizia». (Foto Luca Turi)

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