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Una mela al giorno

Dopo il Covid e il vaiolo delle scimmie arriva l'epidemia intestinale nordcoreana

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Una trilogia che fa paura; un patto scellerato tra germi, invisibili ad occhio nudo, che si è stretto proprio il giorno del plenilunio d’estate (21 giugno)

22 Giugno 2022

Nicola Simonetti

Una mela al giorno

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

E son tre: delitto perfetto (perfectum omne trinuim delictum): Covid-19,Vaiolo delle scimmie, Epidemia intestinale nordcoreana. Una trilogia che fa paura; un patto scellerato tra germi, invisibili ad occhio nudo, che si è stretto proprio il giorno del plenilunio d’estate (21 giugno). Iniziamo a parlare dell’ epidemia enterica acuta (intestinale) che sta colpendo i malati di Covid-19 in Nord Corea (già in crisi per carenza di cibo e diffusione della malattia iniziale). Si tratta, probabilmente, di colera o di infezione tifoidea che si addiziona alla malattia già instauratasi nei colpiti dal coronavirus SARS-CoV-2, aggravandone e complicandone la patologia.

Alcuni (fanpage.it, ecc.) hanno parlato di “nuovo disastro sanitario” ( si parla di “4,6 milioni di persone con febbre non ben specificata). Il “disastro sanitario” nordcoreano è iniziato nella città di Haeju, provincia dello Hwanghae Meridionale, ha già colpito i componenti di oltre un migliaio di famiglie. Gli ambienti sanitari internazionali non si fidano né dei dati ufficiali forniti dal Paese retto da una dittatura né del cosiddetto cordone sanitario (blocco della migrazione, distanziamento, isolamenti, ecc) che – come comunicato dal Presidente Kim Jong-un - bloccherebbe la diffusione del connubio dei due germi cattivi per cui si paventa il rischio che esso possa sbarcare in altri Paesi.

Chi si fida delle parole del Presidente nordcoreano <"screening intensivo per tutti i residenti" e trattamento speciale e monitoraggio delle persone vulnerabili come bambini e anziani>? Per questo chi fa da sé… e, quindi, accentuiamo le nostre attenzioni igieniche verso la persona e l’ambiente. La diffusione dei supposti nuovi-vecchi germi, essendo essi “a trasmissione oro-fecale”, sarebbe favorita da mani sporche, acqua e/o alimenti inquinati da materiale fecale (ne basta poco per inquinare molta acqua) di soggetti infetti (malati o portatori sani o convalescenti), Le scarse condizioni igienico-sanitarie di alcuni Paesi (anche alcune regioni italiane) e la cattiva gestione degli impianti fognari e dell’acqua potabile sono le principali cause di queste epidemie. Vaiolo delle scimmie, è una malattia causata dal virus del vaiolo delle scimmie (MPXV). La prima segnalazione di infezione umana da virus del vaiolo delle scimmie è degli negli anni 70, in Africa occidentale e centrale, mentre, al 15 giugno 2022, i casi umani segnalati e confermati sono 2.103 più un decesso distribuiti in 45 paesi (la maggior parte della regione europea) , tra cui l’Italia (recentissimi altri due casi nel tarantino). L'infezione è, di solito, causata da contatti umani con animali come roditori, scoiattoli e primati non umani ma anche da persona a persona (come sembra stia avvenendo attualmente per i casi segnalati finora) per stretto contatto con lesioni, fluidi corporei, goccioline respiratorie e materiali contaminati. "L'epidemia continua a colpire soprattutto – dice il rapporto Oms - gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini". Di qui, la colpevolizzazione dei malati e il risvegliarsi dell’omofobia. Un’altra piaga impropria nel disastro sanitario. Così come “la narrativa crescente nei media e tra molti scienziati che cercano di collegare l'attuale epidemia globale all'Africa o all'Africa occidentale o alla Nigeria”. L’Oms, in un comunicato, dice “Riteniamo che una nomenclatura neutra, non discriminatoria e non stigmatizzante sarà più appropriata per la comunità sanitaria globale”. Un recente lavoro pubblicato su “Ultrasound in Obstetrics & Gynecology”, raccomanda alle donne in gravidanza che contraggono il vaiolo delle scimmie“ di evitare il parto vaginale e partorire con parto cesareo”. Anche l’Oms dice che “ potrebbero esserci conseguenze avverse per le donne incinte e i bambini, se vengono infettati, inclusi il vaiolo delle scimmie congenito, l'aborto spontaneo o il parto di bambino nato morto, motivo per cui – dice Edward Morris, Presidente del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists – raccomandiamo agli operatori sanitari di tenerne debito conto”. Contro questo vaiolo disponiamo del vaccino (non ce n’è uno specifico per le donne in gravidanza) ma questo però, se effettuato entro i 14 giorni dall'esposizione, non previene la malattia, ma ne riduce la gravità.

“Da tener presenti, rischi e benefici, anche per le donne che hanno già partorito e che allattano”. Covid-19: la minaccia è, ancora, tutta qui. Non basta una legge, purtroppo, per cassarla. Si impongono ancora tutte le precauzioni che non vanno abbandonate. Molte infezioni, tra l’altro, sono da addebitare ad incoscienti che, con positività del tampone fatto in casa e, persino, con malattia in atto ma paucisintomatica, se ne vanno in giro distribuendo virus ad altri incolpevoli loro conoscenti o sconosciuti Prudenza, quindi per tutti. Impegniamoci a sfatare il minaccioso trinum (epidemia enterica acuta del Nordcorea, vaiolo delle scimmie e Covid-19). “Col buon voler – diceva Petrarca - s'aita” (con la buona volontà ci si aiuta). Mettiamocela tutta - la buona volontà - per difenderci e difendere.

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