Martedì 18 Dicembre 2018 | 23:00

NEWS DALLA SEZIONE

Lunga e buona vita ai trapiantati, ma hanno difficoltà a curarsi

 

Gravidanze fantasma e figli miracolo dopo il cancro

 

Nuovi anziani, nuova medicina, nuovo medico: rivoluzione epocale

 

Rischio ospedale: due volte su cento per farmaco improprio

 

Over 55, hikikomori (in disparte)? No!

 

Matera si illumina per «spegnere» l'artrite psoriasica

 

INDAGINE EIKON GILEAD E 66 PREMI DEI BANDI GILEAD

Innovazione tra tecnologia, ricerca e comunità

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Intelligenza artificiale (IA) fra tecnofobia  e governo intelligente dell'innovazione. Ed il medico si appresta alla inutilità della propria opera professionale?

Nessun robot o algoritmo progettato da uomini è, ora, capace di affrontare sfide cognitive. L'IA sta accelerando il processo diagnostico e riducendo gli errori. Ma non solo.

La nuova frontiera della tecnologia digitale è in grado di replicare se non addirittura migliorare prestazioni dell'intelligenza umana.

“Materia affascinante ma anche spaventosa perché  - dice Amedeo Cesta (Istituto Scienze e Tecmìnologie della cognizione del CNR) apre la fantasia verso orizzonti temuti di perdita di posti di lavoro e di rimpiazzo dell’uomo da parte delle macchine. Preoccupazioni comprensibili ma lontane dall’ordinato sviluppo di questo settore. Si ripetono stereotipi già vissuti in anni passati (stampa, auto, internet, ecc). Gli è che noi, cittadini del tremila, avvertiamo di più i cambiamenti che si ripetono velocemente, più volte nel corso di una stessa vita.

Il sistema IA va perfezionandosi. Per esempio il numero di errori della macchina che, nel 2010, raggiungevano il 30%, oggi si sono ridotti al 2,8% ma l’uomo ne è stato co-protagonista. In compenso, si è avuto, grazie a questi progressi, un pullulare di lavori scientifici, start up, partecipazione da lontano a conferenze in numero tale “da far paura”.

Il robot si affaccia come intruso ma rassicura la sua simbiosi con la persona che resta sempre “agente prima” e che non può non governare il sistema.

Un’indagine eseguita da Eikon-Gilead, presentata, a Milano, in occasione della premiazione dei vincitori dell’8° edizione dei 3 Bandi di concorso promossi da Gilead Italia – rileva che gli italiani si mostrano ottimisti.   Il 95% pensa che, nei prossimi 10 anni, le tecnologie digitali potranno migliorare la vita delle persone e circa il 30% ritiene che esse potranno essere utili per la prevenzione, la diagnosi e il monitoraggio delle malattie. Sono ugualmente ottimisti e fiduciosi quando si parla di IA: quasi 8 su 10 auspicano che essa possa trovare maggiore applicazione in ambito medico.

La ricerca e l’iniziativa Gilead chiamano in causa App e sistemi di intelligenza artificiale, reti informatiche a supporto dell’attività del medico e siti di informazione sulle patologie infettive e rispondono con progetti, realizzati grazie al Digital Health Program, selezionando i migliori servizi e strumenti che, attraverso le tecnologie digitali, possono migliorare qualità di vita e assistenza terapeutica del paziente con HIV (aids), patologie epatiche e oncoematologiche.

"Iniziative come il Digital Health Program - dice Eugenio Santoro, ricercatore del Laboratorio di Informatica dell’IRCCS Istituto Mario Negri di Milano e Coordinatore della Commissione giudicatrice del Bando - rappresentano un sostegno importante e di qualità per lo sviluppo della digitalizzazione in ambito medico sia per le risorse messe a disposizione sia per l’attenzione nella selezione dei progetti basata su criteri ben precisi tra i quali l'innovatività e la solidità scientifica".

 “I risultati dei primi tre anni del Digital Program ci rendono orgogliosi di aver dato vita a questa iniziativa, profondamente coerente con quella che è la nostra vocazione all'innovazione – precisa Valentino Confalone, General Manager di Gilead Sciences Italia – In oltre 30 anni abbiamo reso disponibili terapie all'avanguardia che hanno cambiato il corso di patologie come l'HIV e l'HCV migliorando la qualità di vita dei pazienti. Il nostro obiettivo è però di promuovere l'innovazione anche "oltre il farmaco"che sia in grado di generare significativi benefici per il malato. A questo scopo abbiamo dato vita al Bando digital". 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400