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Quelle donne senza nome

DiversaMente

Michele Pacciano

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L'handicap è un dramma. Ma può anche diventare uno stimolo e una possibilità, uno sguardo diverso sul mondo. Proviamo ad andare oltre la rabbia e il piagnisteo. Capovolgiamo la prospettiva, guardiamo i problemi dall'interno, cerchiamo insieme le soluzioni.

Dentro ogni nome c'è una storia. I nomi delle donne con disabilità vengono dimenticati troppo presto, perché loro sono discriminate due volte, per essere donne e per avere una disabilità. La federazione dei centri antiviolenza ha rilevato come una donna con disabilità subisca uno stupro o una violenza sessuale ben tre volte di più rispetto ad una donna normodotata.

Ho scoperto come una donna con disabilità cognitiva non venga sempre accettata nei centri antiviolenza, Forse perché non è in grado di descrivere correttamente le proprie sensazioni o di decodificarle. 

Le donne con disabilità vengono discriminate nel silenzio sul luogo di lavoro, quando fortunosamente ne trovano uno, o quando faticosamente lo conquistano. Con l'incubo quotidiano di perderlo, o di dover sempre dimostrare che la carrozzina o comunque l'hamdicap non le condiziona in alcun modo nello svolgimento della loro attività, chei sono comunque, ottime professoresse, bravissime avvocato, efficientissime magistrate, a prescindere dalla loro oggettiva difficolta',   Le donne disabili sono discriminate anche e soprattutto in amore.

Nell'immaginario erotico collettivo del maschio medio, la donna affascinante deve essere bellissima e soprattutto deve stare in piedi. Le eccezioni ci sono e quando si ha la forza di correre il rischio, possono nascere relazioni stabili ed appaganti. 

Le coppie miste non mancano. Ma raggiungere una vita affettiva sessuale e di coppia pienamente soddisfacente e certamente molto più difficile per una donna disabile, rispetto a quanto avviene per un uomo con handicap

La femminilità può essere piena anche in carrozzina,  ma il tabù è duro a morire.

Nella società liquida e interconnessa, gli amori possono nascere anche su internet, ma la rete può rivelarsi una trappola, specie per le donne con disabilità 

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