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Tra cavilli e pastoie

Turismo accessibile? Un'occasione mancata per Ginosa Marina

DiversaMente

Michele Pacciano

Michele Pacciano

L'handicap è un dramma. Ma può anche diventare uno stimolo e una possibilità, uno sguardo diverso sul mondo. Proviamo ad andare oltre la rabbia e il piagnisteo. Capovolgiamo la prospettiva, guardiamo i problemi dall'interno, cerchiamo insieme le soluzioni.

Turismo accessibile? Un'occasione mancata per Ginosa Marina

Un'escursione preparatoria del progetto, presso il lago Salinella (Foto di Isabella Bello).

L’interazione e la completa realizzazione delle persone con disabilità, ha due nemici giurati: la burocrazia e il pressapochismo. Questa storia ha due protagonisti: una torre è una rete.

La torre e una magnifica struttura di mattoni, punto di avvistamento e di difesa, costruita tra il 1560 il 1570, a picco sul mare di Ginosa Marina, in provincia di Taranto, quasi sul confine naturale tra Puglia e Basilicata, per respingere i continui attacchi dei Saraceni.

La rete, è quella che in località Torre Mattoni, appunto, divide la proprietà del signor Cioccoloni, gestore del parco avventura, una struttura di divertimenti, da quella che fa capo al villaggio turistico Torre Serena.

Il signor Cioccoloni ha eretto la recinzione per inibire il passaggio nella sua proprietà dei turisti che soggiornano nel villaggio Torre Serena. La questione è finita davanti al giudice, con i visitatori che per godere delle bellezze di Torre Mattoni devono fare incredibili gimcane. E l’accesso è comunque difficoltoso.

Che c’entrano i disabili in tutto questo?

In occasione delle giornate nazionali del Fai, Fondo ambiente italiano, nello scorso 4 maggio, per favorire la promozione e la riscoperta delle nostre bellezze nascoste, si chiese l'accesso, con l'aiuto del Comando forestale di Bio-diversità di Ginosa Marina, di poter tagliare, la rete nell'area di Torre Mattoni, favorendo così l’accesso attraverso la proprietà del signor Cioccoloni.

Si sperava che quell’evento coincidesse con l’inizio di un percorso di rivalutazione turistica.

in quest'ottica, alcune associazioni avevano deciso di organizzare un tour guidato, aperto anche alle persone con disabilità, che comprendesse un itinerario tra Torre Mattoni e lago Salinella con carrozzine e sedie job per superare gli ostacoli della sabbia sull’arenile.

Arriva l’estate e improvvisamente si scopre che questo percorso non è praticabile. La rete non può essere tagliata e i disabili non possono accedere a questi paradisi naturali. La torre sta per passare ufficialmente nelle mani del Comune, Il Sindaco potrebbe ordinare di tranciare la rete con un suo provvedimento.

Probabilmente per opportunità politica il Cmune aspetta la sentenza del giudice. La Guardia forestale, che dovrebbe svolgere il compito, non vuole assumersi la responsabilità di tagliar la recinzione, senza un apposito provvedimento di chi di competenza; e questo progetto di inclusione turistica finisce nel libro dei sogni.

L’Amministrazione potrebbe agire di imperio anche rimuovendo le casette abusive che insistono nel parco Avventura se solo il magistrato emettesse un verdetto in tempi brevi e la soluzione assicurass la libertà, nella piena fruibilità dei luoghi, per poter ammirare la torre.

Per ora tutto langue.

Amo molto Ginosa Marina, ci trascorro le vacanze fin da bambino. La stagione turistica si avvia tristemente alla fine e le opportunità di un turismo diverso ed ecosostenibile che porterebbero anche ossigeno e notorietà positiva alle casse comunali, sfuggono di mano. Il turismo accessibile è stimato al 10% del flusso complessivo di visitatori.  Fatte salve le ragioni di tutte le parti in causa, mi chiedo: Perché perdere questa possibilità di sviluppo, quando si fa un gran parlare di promozione del Territorio? Il Comune non potrebbe semplicemente imporre una servitù di passaggio, vincolandola magari ad una novazione di contratto, visto che la convenzione Parco Avventura, per quel che mi risulta, è scaduta da tempo? Perché devono essere sempre le associazioni, o i diretti interessati a fare da pungolo alle istituzioni, per poi vedersi immancabilmente bocciare idee e progetti?

Non so. Ho imparato che l'handicap ti insegna a gustare veramente la vita, mirare all'essenziale e non darti mai per vinto. Sarò anche di parte, ma, a volte i "normali" , abbarbicati sui loro piccoli problemi, mi sembrano proprio dei pigmei.

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