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Giuseppe Dimiccoli

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Tutte le novità, le curiosità e le nuove regole introdotte dall'Unione europea. Un blog per conoscere meglio i segreti dell'Unione curato da un giornalista che all'Unione ci ha lavorato.

L'infanzia e l'Ue

Giuseppe Dimiccoli
Quella del 20 novembre è una data che fa rima con infanzia. O almeno dovrebbe. Infatti si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in ricordo del giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. È bene ricordare che sono oltre 190 i Paesi nel mondo che hanno ratificato la Convenzione e l’Italia lo ha fatto nel 1991.
A livello europeo è opportuno ricordare che l’articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: Diritti del minore precisa che «I minori hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. Essi possono esprimere liberamente la propria opinione. Questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità»; «In tutti gli atti relativi ai minori, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l'interesse superiore del minore deve essere considerato preminente»; «Il minore ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse».
L’Italia è il paese europeo dove nascono meno bambini infatti nel 2017 si sono registrate circa 458mila nascite con un calo della popolazione dell’1,7% mentre stando a quanto affermato da Eurostat - Ufficio statistico dell’Ue - nella maggior parte degli Stati membri Ue si assiste a una crescita demografica. Nel 2017 sono nati 5,1 mln di bambini nell’Ue, circa 90mila in meno dell'anno prima. Tra gli Stati membri, quello con la natalità più alta (12,9 nascite per mille residenti) è l'Irlanda.  
Tra i «documenti cardine» a tutela dei bambini è  la «Strategia sui diritti dell’infanzia» 2016 - 2021 adottata dal Consiglio d’Europa. 
Nel documento ci si sofferma su una attenzione particolare alla luce delle crisi umanitarie che si abbattono sui bambini. 
Nel Parlamento europeo – in scadenza dato che si voterà a maggio del 2019 –  è attivo un intergruppo che si occupa specificamente dei diritti dell’infanzia per tutta la legislatura. Scopi principali è quello di assicurare che sia difeso l’interesse dei bambini nelle azioni delle istituzioni dell’Unione Europea in particolare del Parlamento. Proprio nell’aula blu di Strasburgo è ancora vivo il viso meraviglioso e combattente della 16enne pakistana Malala Yousafzai che nel 2013 vinse il Premio Sakharov per i suoi meriti in merito alla sua instancabile volontà di assicurare il diritto allo studio per le ragazze come lei. 
Uno strumento operativo a tutela dei minori è la figura del coordinatore del Parlamento europeo per i diritti dei minori - l’attuale coordinatrice del Pe è la deputata Elisabeth Morin-Chartier nominata nel maggio 2017 – che «fornisce assistenza ai cittadini coinvolti in casi di sottrazione di minori da parte di un genitore e in altre controversie familiari transfrontaliere» e coordina «la promozione e protezione dei diritti dei minori nella politica dell'Ue presso il Parlamento europeo».
Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea, è il titolare della delega ai «diritti fondamentali» e molti dei diritti negati ai bambini afferiscono alla azione del suo operato.
twitter@peppedimiccoli

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